‘Abitare precario’ a Milano, i ritratti delle vite in affitto

Giovani e non-più-giovani che decidono di vivere in affitto con consorte, partner, amici o anche estranei a Milano. “Una città attrattiva per molte persone provenienti dall’estero e da varie parti d’Italia, ma, come si sa, piuttosto costosa”, dice la sociologa Carla Sedini, ricercatrice al Politecnico di Milano (design), autrice di questo lavoro fotografico intitolato ‘Abitare precario’. “La mancanza di una discreta disponibilità economica o di una posizione lavorativa stabile è un limite all’accesso al mutuo e spinge molti cittadini milanesi (d’origine o d’acquisizione) a vivere in affitto”, prosegue Sedini. “La motivazione economica non è l’unica, però, in grado di spiegare questa scelta. Precario non significa soltanto insicuro, instabile e problematico, ma anche momentaneo, provvisorio, transitorio. Abitare in affitto può significare dover affrontare diversi problemi, come quelli di convivenza, di relazione col padrone di casa o di costi mensili molto (troppo) elevati. Ma il ‘vivere temporaneo’ ha anche i suoi pregi. Per i protagonisti di questa ricerca foto-sociologica (condotta nel 2010-2011), vivere in affitto è possibilità di conoscere gente nuova e di avere la libertà di decidere del proprio futuro. Affitto e coabitazione sono quindi croce e delizia per chi si trova in questa condizione abitativa. Attraverso diversi ritratti fotografici entriamo non solo in casa, ma anche nel mondo di questa variegata popolazione urbana”

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