Agenti e detenuti suicidi in carcere : luglio nero di Mauro Walter Giannini

Questo mese è stato il luglio più “nero” per le carceri italiane da 12 anni in qua: sono infatti morti 14 detenuti e 3 poliziotti penitenziari. Di questi, 6 detenuti si sono impiccati, 3 poliziotti penitenziari si sono suicidati con la pistola di ordinanza, 1 internato nell’Opg di Aversa è stato ucciso dal compagno di cella, un detenuto è morto nel carcere di Siracusa dopo 25 giorni di digiuno, un internato nell’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto è morto asfissiato con il gas, altri 5 carcerati sono deceduti per non meglio precisate “cause naturali”.

"Sembra che non ci sia davvero pace, per una delle strutture penitenziarie più affollate d’Italia, in cui i problemi si accavallano, fino a generare una situazione calda e difficile da contenere, da sempre messa in rilievo dai sindacati di categoria. – afferma in una nota l’Osservatorio permanente per le morti in carcere commentando il suicidio di Lecce, dove un sospettato di appartenenza alla criminalità organizzata si è impiccato in cella – Un terreno minato, fra agenti aggrediti, risse, tentativi di suicidi bloccati in extremis e altri riusciti, e poi, scioperi della fame, con qualche caso sfociato in tragedia, come di recente, per un detenuto extracomunitario, e persino ingresso di stupefacenti, con diversi arresti operati nel tempo".

Il Sappe, Sindacato di Polizia Penitenziaria, ha commentato il suidicio dell’agente penitenziario chiedendo "interventi concreti".

“Le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria sul territorio nazionale, non sono pessime solo in relazione al sovraffollamento e allo stato di usura delle infrastrutture penitenziarie, ma anche in relazione ad un assetto organizzativo che fa acqua da tutte le parti da più di 10 anni” aveva spiegato invece in una nota inviata il 23 luglio al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Leo Beneduci, segretario generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria). “Almeno dal 2000, infatti, è abissale il divario tra le carriere di un appartenente alla Polizia Penitenziaria e un appartenente alla Polizia di Stato o all’Arma dei Carabinieri, a partire dai ruoli dei Sovrintendenti e degli Ispettori per arrivare ai ruoli dei Commissari”.

A seguito della visita della Ministra Paola Severino al Carcere di Poggioreale (NA), il 24 luglio Beneduci aveva commentato il fatto che la responsabile del dicastero della giustizia ritenga le condizioni di Poggioreale molto migliori che in passato, affermando che, "oltre alla puntuale osservazione degli effetti del contenimento di 2.700 detenuti in soli 1.200 posti-letto, per una effettiva valutazione del degrado esistente, invece delle solite visite ‘guidate’, sarebbe bastato recarsi al settore colloqui dove ogni giorno dai 1.500 ai 2.000 esseri umani, in maggioranza donne e bambini anche in tenera età, stazionano per ore in non oltre 200 mq, con temperature che in questo periodo superano i 40 gradi e, stante la gravissima carenza di organico, con un numero assai ridotto di poliziotti penitenziari addetto alle autorizzazioni per l’accesso o per la consegna ai reclusi dei pacchi contenenti viveri e vestiario.”

“Poggioreale, purtroppo – concludeva Beneduci – anche grazie alle disattenzioni della politica e alla pressoché totale indifferenza rispetto all’emergenza carceri dell’Esecutivo di cui la Prof.ssa Severino è esponente di spicco, è stato e resta un vero inferno in terra dove tutti, detenuti e poliziotti, come nella stragrande maggioranza delle carceri italiane, scontano la pena di trovarsi o di lavorare all’interno dell’attuale sistema penitenziario”.

L’Osapp, unitamente all’Anfap (Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Penitenziaria) organizzerà il prossimo 12 settembre una pubblica manifestazione in Roma in cui i Commissari dei Ruoli Direttivi della Polizia Penitenziaria restituiranno al Presidente della Repubblica, in quanto Capo delle Forze Armate, i propri tesserini di riconoscimento.

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