Andare a scuola in Siria, oggi

Siria. Poiché i bombardamenti in passato hanno colpito anche scuole, è un’impresa coraggiosa per gli insegnanti continuare a garantire l’istruzione di base agli studenti siriani. Le scuole sono improvvisate, in luoghi nascosti e al riparo dalle violenze.

Lo studente siriano Ali Khaled Stouf ogni giorno deve scendere decine di metri sotto terra per raggiungere la scuola, allestita all’interno di una cava, alle porte del villaggio di Tramla, in provincia di Idlib, roccaforte dei ribelli siriani. Seduto sul pavimento insieme agli altri compagni, studia arabo, inglese, matematica e religione, con evidenti difficoltà ad assistere alla lezione a causa dell’oscurità della caverna.

Le pareti della scuola Souriya al-Ammal (Siria, la speranza), nella città di Maarat al-Numan, sono crivellate di colpi di armi da fuoco e alcune pareti tra le classi sono crollate a causa dei bombardamenti. La città adesso sembra essere risparmiata dai bombardamenti, e così la scuola è stata riaperta e circa 250 bambini sono tornati a sedere tra i banchi.

Nel vicino villaggio di Saraqib, un caravan mobile è utilizzato come classe al servizio dei bambini che non hanno più una scuola dove studiare e spesso neppure un libro su cui leggere. Questa galleria fotografica documenta la condizione dell’istruzione per centinaia di bambini siriani.

Articolo e foto tratte da: http://www.tpi.it/

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