Appello ai figli della Repubblica Centrafricana

Il brano ‘Appello ai figli della RCA’ vuole essere un invito a riflettere sulle cause dei genocidi in atto e che rischiano di cadere nell’oblio, a non anestetizzarsi dinnanzi al flusso di informazioni che ci colpisce quotidianamente e, soprattutto, a non uccidere la nostra curiosità e la nostra empatia.
‘Appello ai figli della RCA’, in quanto appello, si rivolge ai perpetratori dei massacri, appartenenti a fazioni diverse, ma figli della stessa terra e alle nostre stesse coscienze.
(il brano è dedicato al mio caro amico Fabien e alla sua famiglia)
La Repubblica Centrafricana è il nuovo Ruanda.
Nella Repubblica Centrafricana è in atto l’ennesima guerra dell’oro, mascherata da conflitto interreligioso. I media non ne parlano. La politica sembra essere disinteressata. La gente è ignara.
In poco più di un anno gli sfollati hanno raggiunto quota 1 milione a fronte di una popolazione di 4,5. Le autorità religiose non rispondono più delle azioni dei cittadini. L’Imam di Bangui, la capitale, vive sotto la protezione dall’Arcivescovo. La comunità cristiana è scissa in democratici e autoritari. Quella musulmana subisce i suoi giochi di potere e risponde con altrettanta violenza. L’Onu non ha voce, Obama sembra non ascoltare. Hollande, il Governo Francese, interessato in prima persona, non gode di una legittimazione popolare tale da intervenire. Non sarebbe il caso di iniziare a sensibilizzare le coscienze? Chi decide cosa è importante e cosa meno? Vi siete mai interrogati sul fatto che le tensioni in Occidente possano essere figlie di quelle che attanagliano il Sud del Mondo?

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