ATTACCO DI PANICO VISSUTO

L’ultimo documento pubblicato, quello in cui son dati suggerimenti su come aiutare qualcuno in preda al panico è un interessantissimo copia-incolla dal web. Vogliamo parlarne? Ne soffro da dodici lunghissimi anni…E’ vero, l’attacco di panico, arriva come “un fulmine a ciel sereno” e, per chi come me è abituato a tenere tutto sotto controllo, l’evento mette in ginocchio. Di solito accadono quando metto a dura prova i miei neuroni: purtroppo la vita non è proprio una passeggiata di salute e, in questi 12 anni, sfido chiunque ad avercelo ancora un equilibrio!

Dopo un periodo di forte stress, pare che il corpo si ribelli e accada un blackout: all’improvviso la testa smette di procreare pensieri e mi sembra di avere nel cervello il video di una tv senz’antenna: migliaia di “formichine grigie” che hanno perso il senso dell’orientamento. L’anima urla e tu vorresti urlare con lei, ma non lo fai, solo perchè la tua scarsa razionalità, ti dice di non farlo, per non disturbare il resto dei condomini e non spaventare i tuoi concubini. Allora soffochi quelle urla e il corpo comincia a cedere. La disperazione assale e la voglia di lanciarsi nel vuoto diventa uno tsunami. Una forza incontrollabile. i formicolli alle gambe ti avvertono che stanno per cedere e cerchi subito un posto dove rifugiarti: per non farti sentire, per andarci a morire, per non scaturire paura in chi ti vuole bene. Se sei fortunato, raccogli le tue ultime forze e con passi di piombo su un percorso dannatissimo che sembra gommoso, raggiungi un letto e se non ce la fai, ti metti in un angolino: sotto il tavolo, o nascosta tra le sedie. Assumi una posizione rannicchiata, fetale e quello sara’ il tuo guscio per i prossimi minuti. Ti abbandoni, tremi, singhiozzi, annaspi, rantoli. Hai freddo e non hai la forza per tirarti su una copertina. Una copertina amniotica, che ti faccia sentire al sicuro. L’anima sembra dissociarsi dal corpo. Un corpo che rimane lì, inerme, che aspetta gli eventi. Un corpo che ti abbandona e l’anima urla. Vorresti crepare in quello stesso istante…poi, poco per volta, il respiro affannoso si calma, così come il cuore smette di battere free-style…e cominci a sentire i suoni della stanza e ad aprire gl’occhi, a fatica, perchè sommersi e inondati di lacrime. Con “l’occhio della mente”, controlli che tutti gli arti funzionino. A volte mi capita di portare il formicolio in un braccio o in una gamba per giorni e giorni; un paio di volte mi si è abbassato l’udito ad un orecchio, altre ancora son rimasta ore senza poter emettere suoni. Eppoi la stanchezza. Un senso di stanchezza che pare abbia fatto un allenamento smisurato in palestra…Scorgi intorno a te, i tuoi cari. Ti guardano e cominciano i commenti, che molto spesso, causano ulteriori disagi: “DAI, NON FARE COSI’…SEI BELLA E SEI FORTE…E COSA TI MANCA…VEDRAI CHE UN GIORNO GUARIRAI…COSA POSSIAMO FARE NOI…” eppoi mille stupide battute per cercare di farti sorridere…In quel momento vorrei che non si facessero commenti: un abbraccio, qualche carezza, una buona camomilla, basterebbero. Senza commenti, possibilmente. Continuare la giornata, pensando che nulla sia accaduto. E invece ci sono i due estremi: chi ti fa sentire “malata”, ti fa le “riverenze” per tutto il resto della giornata, ma poi il giorno dopo dimentica e, se può farti del male, sia pur inconsapevolmente, lo fa! E’ una condizione infame. Non puoi vivere le emozioni, belle o brutte che siano: scuotono. L’aiuto dei farmaci e di qualche seduta da un bravo psicologo, aiutano tantissimo. Poi col tempo prendi consapevolezza del fatto che “si nasce e si muore soli”: ognuno di noi ha delle risorse interiori per poter camminare da solo. E la mia immaginazione mi porta a pensare al funambolo, sempre in equilibrio precario sul mondo…

“… Non vogliate negar l’esperienza

di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza

fatti non foste a viver come bruti

ma per seguir virtute e canoscenza”

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)

Commenti

Codice di verifica * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.