Bandi tossicodipendenze Comune di Roma, Social pride "Epurate cooperative scomode"

La polemica
Bandi tossicodipendenze, Social pride
"Epurate cooperative scomode"

Le realtà del privato sociale da anni impegnate nel settore si sono viste escluse dal nuovo assetto. E denunciano: "una decisione politica stabilita a tavolino”. Il Social pride e il Cnca danno appuntamento sabato 3 marzo "per promuovere una strategia di contrasto finalizzata a bloccare la politica della Giunta Alemanno nell’ambito dei servizi sociali". Ozzimo (Pd): "I risultati erano scontati". Solidarietà ai lavoratori arriva anche da Peciola (Sel) e da A Sud.

Parlano di “epurazione” le realtà del privato sociale, da anni impegnate nel settore delle tossicodipendenze, che da un giorno all’altro si sono viste tagliare fuori dai servizi. L’esito dei bandi di gara dell’Agenzia capitolina per le Tossicodipendenze (13 bandi per un totale di 2 milioni e 519mila euro) parla chiaro. Fuori loro dentro altri. Così il Cammino, che da 25 anni gestisce la comunità di Città della Pieve, dovrà tirarsi indietro. E lo stesso faranno Parsec e la Tenda.

Massimo Canu

LE NEW ENTRY – Al loro posto entrano altri organismi, come Modavi, tra le cui fila è passato il direttore dell’Act Massimo Canu. Una realtà vicina anche al sindaco Alemanno che la tenne a battesimo quando si occupava di terzo settore per il partito. Tra i vincitori del bando spunta anche la Asi Ciao, che fu, nel 2009, al centro di una polemica sull’assegnazione di alcuni fondi, in cui venne coinvolta l’allora assessore Laura Marsilio. E non dovrebbe essere sconosciuta a Canu nemmeno Pegaso che ha vinto un progetto sulla prevenzione dei comportamenti a rischio. Lui e il presidente Alfonso Rossi si sono incontrati almeno in un’occasione, alla presentazione del libro “Legami dolenti”, il cui autore è appunto il direttore dell’Act. “I bandi seguono la solita metodologia dei finanziamenti a pioggia, segmentando servizi per finanziare tanti amici”, aveva dichiarato tempo fa al Corriere.it Vincenzo Palmieri, responsabile del “Telefono in aiuto” di Villa Maraini, servizio tagliato nel nuovo bando.

LAVORATORI A RISCHIO – Insomma c’è aria di restyling e su questo non ha dubbi il Roma social pride secondo cui dietro la nuova organizzazione dell’Act c’è “una decisione politica stabilita a tavolino per spazzare via realtà indesiderate”. A pagarne le conseguenze saranno però i 50 lavoratori che perderanno l’impiego, perché non potranno essere ricollocati dalle cooperative e, insieme a loro, gli utenti. “Come sarà garantita la continuità terapeutica?”, si chiede il social pride.

LA RICETTA DI CANU – Nella nuova ricetta di Canu uno spazio importante è dedicato alla prevenzione, con sei nuovi progetti. “Ben venga la prevenzione – dicono dal Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca) – purché non sia a discapito della riduzione del danno”. Cosa che, sempre secondo Cnca e Social pride, sta invece avvenendo. I centri diurni a bassa soglia (rivolti a persone che fanno uso di droghe, alcol o psicofarmaci) diventano 2 per 30 utenti ciascuno, contro i precedenti 6 che ospitavano massimo 10 soggetti l’uno. La conseguenza è che non saranno distribuiti in modo uniforme nella città con il rischio che “i tossicodipendenti, troppo lontani dalle strutture, preferiscano vagare per strada”, sottolinea Stefano Regio de Il cammino. E aggiunge: “Se gli utenti diventano trenta sarà difficile mettere in piedi degli interventi terapeutici personalizzati”. Non la pensa così il direttore Canu secondo cui non sussiste il problema del sovraffollamento, perché gli utenti si alternerebbero all’interno delle strutture e non ce ne sarebbero mai trenta tutti assieme. Ma è proprio quel che teme Regio: “Come reagiranno i cittadini a questo via vai continuo di gente?”.

CAMBIO DI PROSPETTIVE – Al di là di tutto, quello che sottolinea il Roma social pride è un cambio di prospettive: “Le politiche fin qui attivate dall’Assessorato politiche educative e dall’Act hanno prodotto un incomprensibile stravolgimento degli interventi che non rispondono più ai reali bisogni della città, ma mettono in campo politiche puramente repressive, securitarie, che riducono sostanzialmente gli interventi di coesione sociale”. Rincara la dose il consigliere Pd Daniele Ozzimo: "Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo ripetutamente denunciato un clima di pesante vessazione da parte del direttore dell’agenzia comunale sulle tossicodipendeze nei confronti di quelle realtà che da anni operano nel settore". E prosegue: "Più volte è stato peraltro convocato dalla Commissione trasparenza di Roma Capitale per fare chiarezza circa comportamenti e prese di posizioni che malcelavano una volontà persecutoria come nel caso di richieste di rendicontazioni ai limiti della farsa. E’ in questo quadro che gli esiti dell’ultimo bando di gara recentemente resi noti appaiono del tutto scontati". Per questo motivo Ozzimo ha chiesto di accedere urgentemente agli atti. Come risponde Canu? Avremmo voluto sentire anche la sua campana, ma dopo averlo chiamato più volte al telefono, abbiamo dovuto rinunciare. Dall’Agenzia, però, trapela sdegno per gli attacchi rivolti e si sottolinea la correttezza degli atteggiamenti del direttore.

L’APPUNTAMENTO – Le cooperative escluse, comunque, non si arrendono, anzi promettono battaglia e danno appuntamento per sabato 3 marzo al cinema Palazzo alle 10 “per informare, riflettere sull’accaduto e promuovere una strategia di contrasto finalizzata a bloccare la politica della Giunta Alemanno nell’ambito dei servizi sociali e, in particolare, gli affidamenti decisi con gli esiti dei bandi”. Al loro fianco anche il consigliere di Sel Gianluca Peciola: “E’ incomprensibile – dice – come realtà che per anni hanno svolto questi servizi siano state giudicate improvvisamente inadeguate”. E anche l’associazione A Sud esprime "piena solidarietà alle cooperative coinvolte e a quanti in queste ore rischiano di perdere il proprio posto di lavoro e invita le realtà dell’associazionismo, i comitati per i beni comuni, i movimenti e i singoli cittadini a mobilitarsi per impedire che vincano arroganza e inciviltà".
di Lara Facondi
Fonte: http://www.paesesera.it/Politica/Bandi-tossicodipendenze-Social-pride-Epurate-cooperative-scomode

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