Chernobyl 1986/2016

Sono tornati nella loro casa, trent’anni dopo l’incidente nucleare che li ha costretti a fuggire lasciandosi dietro tutto. O quasi.

Sono uomini, donne, alcuni di loro erano solo ragazzi o bambini quando l’allarme è suonato a Pripyat, la città abitata dagli operai che lavoravano nella centrale nucleare di Chernobyl. Il 26 aprile 1986 l’esplosione del reattore 4 causò la fuoriuscita di una nube radioattiva che si sprigionò diffondendosi nell’atmosfera.

Lì il tempo sembra essersi fermato: bambole, maschere anti gas, oggetti della vita quotidiana coperti ormai dalla polvere restano la memoria di coloro che sono dovuti fuggire. Alcuni, i più anziani, non hanno mai lasciato la loro casa. Trent’anni dopo il disastro 5 milioni di persone continuano ad abitare nelle aree contaminate.

Fonte articolo e foto: http://www.repubblica.it/

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