CORTEO CITTADINO “NO ALLA DISCARICA”

3 gennaio 2015, 18:00
Il giorno 3 gennaio dal piazzale antistante la stazione ferroviaria (p.zza Risorgimento) alle ore 18,00 circa partirà un corteo per manifestare contro la “RISAGOMATURA” dei lotti I, II e III. Il corteo terminerà in p.zza Vittorio Emanuele II. Non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti.

Il 6 novembre 2014, il Sindaco Depalma, con una “scellerata ordinanza”, ha autorizzato la realizzazione di una nuova discarica, attraverso l’ampliamento con risagomatura del I°, II° e III° lotto, che da tempo erano chiusi perché avevano esaurito le proprie capacità ricettive. Questa decisione è stata assunta in piena autonomia dal Sindaco, senza interpellare né il Consiglio Comunale né i cittadini (alla faccia della politica partecipata!!!), dando il via ad un nuovo incubo per tutti i Giovinazzesi. Infatti, il Sindaco Depalma, in tutta fretta e con arroganza ha sconfessato quanto deciso ad unanimità nel corso del Consiglio Comunale di marzo 2014, nel quale fu approvato un ordine del giorno che esprimeva “un rifiuto assoluto verso forme di ampliamento e verso nuove discariche”. Questo atto grave e scellerato farà sì che verranno scaricati a Giovinazzo i rifiuti di ben 19 comuni della Provincia di Bari (Poggiorsini, Gravina in Puglia, Altamura, Santeramo in Colle, Cassano delle Murge, Grumo Appula, Toritto, Bari, Binetto, Bitetto, Bitonto, Bitritto, Modugno, Palo del Colle, Sannicandro di Bari, Molfetta, Ruvo di Puglia, Corato, Terlizzi e ovviamente Giovinazzo). In aggiunta, oltre al danno ambientale, anche la beffa di pagare la TARI più cara tra i comuni limitrofi!!! Ecco di seguito la cronistoria sulla discarica. Intorno a metà degli anni ottanta ebbe inizio l’odissea della discarica a Giovinazzo. A mettere la prima pietra fu l’Amm.ne Milillo che autorizzò l’apertura della stessa, in località San Pietro Pago, utilizzando le cave esistenti di proprietà di privati che, a detta di alcuni, non potevano essere annoverati tra i “maggiori rappresentanti della legalità”. Vi ricordo che, a quei tempi, le discariche non erano controllate e che non c’erano ancora le dovute attenzioni e sensibilità sulle tematiche ambientali, né erano puntualmente regolamentate a livello legislativo. La società West Management, proprietaria della discarica, gestiva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sia del ns. comune di Giovinazzo, sia di tutti quelli che prendevano accordi con la società stessa (vi ricordo e vi ripeto che all’epoca la proprietaria della discarica era la West Management e non il comune). Il contratto che la società aveva sottoscritto con il ns. Comune prevedeva diverse clausole, tra cui quella a noi favorevole (se così si può dire) prevedeva che lo smaltimento dei nostri rifiuti sarebbe stato gratuito per VENTI ANNI. Infatti, la piena proprietà della discarica consentiva alla West Management (che successivamente ha cambiato più volte la propria denominazione sociale) di non aver alcuna interferenza nella gestione dello smaltimento dei rifiuti, motivo per cui, arrivavano rifiuti da tutte le parti ed anche da fuori regione. Questo fenomeno si accentuò in particolare tra la fine degli anni ‘80 e gli inizi anni ‘90, toccando livelli altissimi, tant’è che la reazione del popolo giovinazzese (forse l’unica seria e partecipata), fu tale da bloccare l’accesso in discarica dei camion che trasportavano i rifiuti. Raccontano le cronache che arrivavano rifiuti anche dal nord di cui non si conosceva bene l’origine. A seguito dell’eccessivo quantitativo di rifiuti smaltiti, la discarica si riempì prima dei famosi 20 anni previsti da contratto. Poco dopo l’insediamento dell’ amm.ne del Sindaco Ruggero Iannone (anno 1995), la società, furbescamente, inviò una nota nella quale chiedeva al Comune il pagamento del costo dello smaltimento dei rifiuti prodotti a Giovinazzo dato che, a causa del completo riempimento della locale discarica di S. Pietro Pago, gli stessi dovevano essere conferiti in altro sito fuori Giovinazzo. Ovviamente l’amministrazione Iannone rispose subito dichiarando che il contratto, a suo tempo sottoscritto dall’Amm.ne Milillo, prevedeva la clausola di smaltimento gratuito per venti anni e che non essendo ancora scaduti, il costo era tutto ancora a carico della società. Coincidenza vuole (la vita sembra strana, ma non lo è) che dopo un po’ di tempo, il Presidente della Provincia di Bari, nella persona del Dott. Sorrentino (giunta di centro destra, lo scrivo per la chiarezza ed imparzialità chi mi ha sempre contraddistinto) emise un’Ordinanza che autorizzava l’ampliamento della discarica a Giovinazzo. L’Amm.ne Iannone si oppose, facendo ricorso al TAR, ed ottenne la revoca dell’Ordinanza, dimostrando che non si trattava di un ampliamento, ma di una nuova discarica (l’attuale V° lotto ancora vuoto) in quanto tra la discarica ormai chiusa e quella cava che si voleva utilizzare per l’ampliamento intercorreva una strada vicinale, la c.d. strada “San Pietro Pago”. Pertanto non si poteva parlare di ampliamento ma di nuova discarica vera e propria. Il TAR Puglia accolse il ricorso del Comune di Giovinazzo, dando ragione alla nostra tesi. La discarica non subì né un ampliamento, né una sopraelevazione . Poco prima degli anni novanta, quando i rifiuti diventavano sempre più “un problema cogente” e la normativa di conseguenza si aggiornava e si adeguava alle nuove esigenze/problematiche, il mondo imprenditoriale (non aggiungo altro) capì il business che ne derivava, e pertanto in provincia di Bari nacquero altre discariche, questa volta controllate, come quelle di Conversano, Bitonto, Andria, Trani, etc… che in qualche modo risolsero il problema dello smaltimento dei rifiuti dal punto di vista emergenziale. Nel ns. comune altri ampliamenti (dopo la primogenitura dell’amm.ne Milillo, e prima dell’avvento dell’amm.ne Natalicchio), che io ricordi, avvennero con gestioni commissariali. Veniamo ai tempi nostri. Nel settembre 2009, con l’Amm.ne Natalicchio, il consiglio comunale approvò (anche questo fu un atto scellerato), con i soli voti favorevoli della maggioranza di centro-sinistra (PDS e Margherita) ed il voto contrario dell’opposizione di centro-destra (allora ero consigliere di A.N.), la realizzazione di una nuova discarica, il famoso VI° lotto, con contestuale realizzazione del nuovo erigendo impianto di biostabilizzazione (a tutt’oggi non ancora costruito) in aggiunta alla realizzazione del V° lotto come discarica di soccorso all’impianto. La battaglia, in quel consiglio comunale, fu dura ed aspra tra maggioranza ed opposizione. La vicenda non ebbe però molta risonanza nell’opinione pubblica, passò quasi inosservata; un po’ per negligenza dell’opposizione ed anche un po’ perché i giovinazzesi, a volte pigri, erano ormai assuefatti all’idea. Tra l’altro all’epoca non erano così diffusi e seguiti, come ora, i social network, che sicuramente avrebbero fatto da cassa di risonanza. Il resto è cronaca di oggi. Volendo fare una valutazione, che rimane assolutamente negativa, sugli avvenimenti susseguitesi negli anni circa la vicenda Discarica, pongo come prima responsabile sicuramente l’Amm.ne Milillo che ha dato il via a tutto questo scempio ambientale; al secondo posto “ex aequo” si posizionano l’amm.ne Natalicchio, per aver autorizzato una nuova discarica (VI° lotto, di enormi proporzioni e che appena dopo 5 anni è già piena, immaginate quanti rifiuti!!!), nonché l’attuale amm.ne Depalma per aver autorizzato, sconfessando sé stessa e quanto stabilito ad unanimità qualche mese prima durante il Consiglio Comunale sulla Discarica del 05.03.2014, la risagomatura (quindi un nuovo ampliamento) del I°, II° e III° lotto, che erano già chiusi e sul cui sopralzo il dirigente del servizio ecologia della Regione Puglia, ing. Antonicelli (con determina dirigenziale nr. 507 del 13/10/2009), sentito anche la valutazione dei responsabili regionali della VIA (Valutazione Integrata Ambientale), aveva espresso “parere contrario rispetto alla prosecuzione dell’esercizio in ulteriore sopralzo del I°, II° e III° lotto”. Quanto sopra quale piccolo contributo e memoria storica per meglio comprendere gli accadimenti passati ed i tanti perché ancora privi di una degna risposta.

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