Dopo i crolli, Norcia progetta il futuro

Confcooperative Umbria oggi conta almeno un centinaio di soci lavoratori senza lavoro. Sei sedi completamente crollate ed una decina di altri edifici inagibili. E’ crollato tutto. La situazione è molto più critica di quanto non si percepisca. Il paese è tutto inagibile, completamente svuotato, è differente dalla precedente scossa.

Le cooperative qui reggono l’intero welfare della regione, essendo radicate profondamente a livello territoriale. Ovviamente oggi sono a terra. Dieci cooperative che devono pensare necessariamente al futuro. Il simbolo del terremoto del 30 ottobre  è la cooperativa sociale L’incontro di Norcia, con il suo RSA in emergenza ed il suo servizio residenziale “Dopo di noi”.

Serve un aiuto concreto e immediato per la riattivazione di alcuni servizi urgenti. Dal punto di ascolto psicologico per famiglie e minori “Angeli Custodi” alla riattivazione del progetto “Mobilità Sociale” per il trasporto di soggetti svantaggiati in destinazioni di prima necessità. Passando per la riattivazione del doposcuola “Il Monello” e dell’animazione dedicata ai minori ex “Foresta dei Giochi”.

L’altro fronte dell’emergenza è quello delle attività agricole. Il pensiero corre a Castelluccio e alle due cooperative per la trasformazione e commercializzazione delle celebri lenticchie. Tutti gli stabilimenti sono crollati. I magazzini erano pieni. Gli operatori sono isolati. Dopo il decreto per l’emergenza si partirà con la seconda fase, quella del rilancio. Tentando insieme di riprendere le attività economiche e salvare il salvabile.  Da qui l’idea: creare una cooperativa di comunità, per ridare forma economica ad attività produttive che da sole non hanno più capacità economica.

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