D’Amor Folle

Lo spettacolo “D’Amor folle” nasce dall’incontro tra Mario Gabriele, poeta e scrittore, e Pier Dragone, musicista e compositore, all’interno di una comune esperienza di contatto quotidiano con la “follia”. Entrambi condividono la professione di “riabilitatori psichiatrici” in un centro diurno. Qui hanno incontrato storie di violenza, esclusione, sofferenza e solitudine inenarrabili e pertanto sconosciute. Sull’onda di queste tragedie, Gabriele ha tradotto in versi i vissuti dei “folli”, componendo l’opera “Nulla di quanto è umano mi è estraneo”. Dalla lettura del testo, Dragone ha composto temi musicali che facessero da sfondo. Di qui il bisogno di trasferire su un palcoscenico questa esperienza artistica.

Gli autori intendono con questo lavoro, togliere il velo da una realtà stigmatizzata e culturalmente rimossa, e pur così vicina alle vite di tutti, con l’intento di accogliere il dolore umano e possibilmente lenirlo. Laddove il fenomeno della “malattia dell’anima”, come Gabriele preferisce chiamare la psicopatologia, sia sconosciuto, gli interpreti offrono una occasione d’incontro con questa problematica altamente fruibile da spettatori di qualunque età.

La pièce è composta da due monologhi, tratti dalla raccolta “Nulla di quanto è umano mi è estraneo”, e un recitativo composto ex novo durante i lavori di preparazione. Si alternano sul palco recitazione, musica e cortometraggi, tutto rigorosamente originale.

Mario Gabriele: scrittura dei testi

Pier Dragone: regia teatrale e cinematografica, composizione delle musiche

Marcello Zinni: arrangiamenti e registrazione

Rocco Solimine: montaggio video

Francesca Tarulli: attrice protagonista

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