del sapere, delle mani. le voci – promo

Da qualche decennio, nel mondo occidentale, sta prendendo quota una reinvenzione del passato e del presente, in chiave di celebrazione del tradizionale, del folklore, del locale, dell’originale, dell’autentico, dell’autoctono e del genuino. in parte, forse, si tratta di una reazione ai processi ed ai meccanismi indotti dalla globalizzazione. eppure, per un verso, questa reazione rischia di cadere anch’essa in quei meccanismi, trasformando il tradizionale e il folklore da valori in merce. per l’altro verso, invece, l’originario valore storico, artistico e antropologico delle pratiche e dei saperi del passato, diviene sempre più di frequente un argomento a favore di quelle retoriche politiche regionaliste, che rappresentano la differenza, la diversità e il cambiamento come un disvalore, un difetto, una presenza ostile da combattere. Per provare a sollevare in modo diverso queste questioni, si è cercato di interrogarle dal di dentro, allargando il campo in tre differenti realtà: Sardegna, Marocco, Francia del sud. E intervistando, per conoscere il loro punto di vista, alcuni dei soggetti ritenuti portatori di saperi e pratiche tradizionali, genuini, autentici e identitari: gli artigiani

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