Il video che accompagna Dirty Message: il progetto artistico di Thaer Maarouf

Il video inserito nel progetto artistico-concettuale del siriano Thaer Maarouf, il cui link è stato inviato insieme ad alcune scatole con all’interno scarpe usate da profughi siriani – uomini, donne, bambini – in fuga dalla guerra.

I 12 pacchi di cui si compone l’opera sono stati spediti ad altrettanti indirizzi di 9 capi di stato e 3 indirizzi a caso tra Europa e MedioOriente.

I “Dirty Message” – i“messaggi sporchi” (titolo dell’opera)  sono proprio le scatole con all’interno scarpe usate da profughi siriani. I proprietari hanno varcato illegalmente i confini, scappando fino a quando non sono stati intercettati dalla legge, che ha impedito loro di raggiungere la destinazione finale. Le scarpe di ognuno sono state inviate proprio nel Paese che avrebbero voluto raggiungere: un modo per concludere quel viaggio.

Le scarpe dei profughi come spiega il video a loro allegato nei pacchi secondo l’autore: “rappresentano i destini dei profughi bloccati a un certo punto del viaggio, costretti ad affrontare ostacoli talvolta insormontabili”

Delle 12 totali, 9 paia di scarpe sono state inviate a capi di Stato: i presidenti di Stati Uniti, Polonia, Francia, Italia, Russia, Egitto, i primi ministri inglese e australiano, il presidente del governo spagnolo.

Le altre 3 paia sono state inviate ad altrettanti indirizzi random in Ungheria, Grecia e Libano. Ogni pacco contiene una lettera personale, un QR code con un link a questo video che prova a spiegare cosa significhi fuggire dal proprio Paese. Agli indirizzi scelti random è allegata anche la richiesta di rispedire il pacco, facendo in modo che quelle scarpe possano continuare a viaggiare nel mondo.

Articolo tratto da: Redattore Sociale

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