Don’t Stay Home

Negli anni ’70 e ’80 Bari è una città in pieno sviluppo economico. Nascono nuovi quartieri periferici dove si costruisce edilizia popolare e complessi in cooperativa. Ci vanno ad abitare soprattutto giovani coppie e famiglie provenienti dal centro. Il sogno di una casa nuova e di proprietà diventa reale. Nei nuovi quartieri non c’è quasi niente. Le strade sono ancora sterrate, non ci sono negozi, gli autobus passano una volta all’ora. Ma diventeranno i quartieri più estesi e popolosi della città.
Negli anni ’70 si diffondono aziende americane che producono cosmetici, detersivi, accessori per la casa. Sono già presenti sul mercato italiano dai primi anni ’60 ma dopo dieci anni arriva il momento dell’esplosione.  Le aziende più importanti  mettono a punto una tecnica di vendita innovativa per utilizzare e promuovere la creatività e la voglia di socializzazione delle donne:  il party plan.
Nei quartieri periferici di Bari il party plan prende il nome di riunione e si diffonde capillarmente diventando un appuntamento settimanale in cui la vendita è occasione e pretesto di socializzazione, emancipazione, discussione e confronto.
Giovani donne disoccupate o alla ricerca di primo impiego, madri e mogli che non possono conciliare la famiglia con il lavoro diventano agenti di commercio. Si formano per rappresentare al meglio lo stile aziendale e entrano nelle case di altre donne per condividere interessi e nuove prospettive.
Oggi quelle prime presentatrici hanno settant’anni. La loro vita di allora cambiò. Cambiò la loro famiglia, il rapporto con le altre e con gli uomini di allora. E oggi ci parlano della loro voglia di cambiare, dei loro desideri, del piacere e del potere dell’amicizia.

da un’idea di Clarissa Veronico. Cura del progetto Antonio De Mattia, regia Dario Jurilli

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