Finale Emilia | Mani tese e l’invasione (pacifica) delle bande “informali”

L’atmosfera è sonnolenta domenica 10 giugno nel Cantiere Mani Tese di Finale Emilia. Da queste parti, i momenti di tranquillità sono stati pochi dopo le scosse di terremoto più violente, quelle del 20 e 29 maggio. Eventi che in un colpo hanno abbattuto la torre dei Modenesi, danneggiato la Rocca Estense e palazzo Veneziani, e lacerato il tessuto sociale cittadino. Il Cantiere è uno spazio -costruito con criteri antisismici e quindi sicuro- che sorge nelle campagne tra Finale Emilia e Massa Finalese, in cui normalmente l’associazione gestisce un mercatino dell’usato con cui finanzia progetti di cooperazione nel Sud del mondo. Ma da qualche tempo mobili, abiti e tutto il resto sono stati messi da parte per fare spazio al materiale inviato a favore delle famiglie colpite dal terremoto: generi alimentari, materiale di consumo per la casa, tende, coperte.

E non solo, il centro ha dirottato su di sé molte attività ricreative e culturali che nei paesi attorno non si possono più svolgere, perché le rispettive sedi sono inagibili. «I bambini non sanno che fare -racconta una volontaria-: l’anno scolastico è stato chiuso in anticipo, le altre attività si sono fermate. Qui stiamo riuscendo a organizzare laboratori che li distolgano dal trauma e favoriscano una socialità che forse prima del terremoto i ragazzi non conoscevano. Il tutto grazie a volontari, associazioni, educatori e artisti che hanno messo a disposizione il proprio tempo per sviluppare qui progetti ricreativi». Finale Emilia si è quindi trasformato da sede del centro di raccolta a luogo di destinazione degli aiuti.

È in questo contesto che domenica ha fatto il suo roboante ingresso al Cantiere la Banda Roncati, formazione “informale” che da vent’anni scalda le strade di Bologna con la sua musica festosa e ballereccia, in compagnia degli amici milanesi degli Ottoni a scoppio e dei Fiati Sprecati fiorentini. Le bande si erano riunite a Bologna il giorno prima per supportare il Gay Pride e festeggiare i vent’anni della Roncati, e hanno colto l’occasione per andare sui luoghi del terremoto a sollevare il morale. La prima energica sferzata viene inferta proprio nel Cantiere, in cui i musici -almeno una trentina- eseguono qualche brano dal loro repertorio. E sulle note di “Besame mucho” la commozione prende il sopravvento. Forse, dopo tante iniziative rivolte alla popolazione, i volontari non se ne aspettano una destinata direttamente a loro.

Lasciata la struttura di via Camposanto, la chiassosa comitiva si sposta nel centro di Finale Emilia. Prima un piccolo blitz in una delle tendopoli allestite dalla Protezione civile alle porte del paese, poi uno nei giardini poco distanti, sotto al mega-schermo che proietta la prima partita della nazionale di calcio agli Europei. Rigorosamente durante l’intervallo. Lasciato il parco, il giro prosegue nel centro cittadino, in un percorso obbligato disegnato dalle transenne che chiudono le zone non sicure. Tanti i cartelli dei negozi che annunciano la riapertura: «Se Dio ci assiste, riapriamo lunedì» recita uno di essi, tra ironia e fatalismo.

Una sosta sotto il palazzo del Municipio, con l’orologio fermo al momento in cui qui il tempo si è fermato, e poi una davanti alla torre dei Modenesi, abbattuta come l’aria dei cittadini che la guardano attoniti. Per un attimo anche le bande sembrano smarrirsi, il silenzio che le circonda pare inghiottirli e avere la meglio. Ma poi, dolcemente, con discrezione, gli Ottoni accennano una toccante versione di “A çimma”, di Fabrizio De André e Ivano Fossati, e riprendono la via di casa. Non prima di un’ultima fermata davanti a un bar popolato soprattutto da anziani, dove le bande si scatenano in irrefrenabili danze klezmer e balcaniche. La voglia di festeggiare non si arresta, e mentre le bande ripiegano verso auto e furgoni, si spera che presto qui possa tornare ciò che da qualche settimana non si vede più: la normalità.

Mani tese con questo progetto post emergenza dà il via alla raccolta fondi per l’Emilia a favore dei minori:

Banca Popolare dell’Emilia Romagna

Iban: IT51X0538766730000002060060

Per donazioni e informazioni:

Numero Verde: 800 552 456

perlemilia@manitese.it

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