“Gocce di vita… la mia”. Viviana racconta la sua storia “down”

Presentazione del libro: “Gocce di vita…. la mia”
Giovedì 29 gennaio 2015 a Molfetta, alle ore 19, presso la Fabbrica di San Domenico, la presentazione del libro:
“Gocce di vita… la mia” di Valente Beatrice Viviana, Aletti Editore 2014
La cittadinanza è invitata. INGRESSO LIBERO
Betarice Viviana Valente nasce a Bari nel 1983, voluta ed attesa primogenita di una giovane coppia di sposi.Mi presento… Sono Viviana, una ragazza down. Sono davvero una persona fortunata.Certo, inizialmente, è stato difficile per tutti. Ai miei genitori sembrò che il mondo stesse cadendo addosso quando appresero che la loro prima bambina avrebbe avuto tanti problemi nella vita. Per fortuna mi hanno dato tanto amore, mi hanno accettata per quella che sono, per quello che posso dare e posso trasmettere. Man mano che crescevo hanno cercato di farmi capire la mia verità.

Per me è stato veramente brutto, è stato un duro colpo accettarlo: ho pianto, sono stata male, molto male. I miei genitori, insieme ad altri che mi vogliono e mi hanno voluto tanto bene, mi sono stati molto vicini, hanno creduto in me ed io ho incominciato a vivere meglio, ad essere più serena. Porto nel cuore il ricordo di una persona che non c’è più (Beniamino Finocchiaro n.d.t.). Lui mi ha dato la possibilità di conoscere il dottor Albertini, che ora dirige il Centro di neuropsichiatria infantile dell’ospedale San Raffaele di Roma.

Il dottor Albertini mi conosce da sempre. Lui e la sua equipe mi hanno seguito nella crescita sia fisica che psicologica. Prima di dirigere l’ospedale San Raffaele dirigeva il centro di Santa Marinella dove io mi recavo due volte l’anno per i controlli in day-hospital, soggiornando da mia zia Tina che vive a Civitavecchia trascorrendo giorni felici.

L’inserimento nella scuola non è stato facile: dall’asilo nido alla scuola superiore sono stata sempre seguita. I miei genitori hanno lottato affinchè nella scuola elementare io avessi il sostegno con rapporto
1 a 1 ed il programma paritario. Ho conosciuto la maestra Grazia Casamassima in prima elementare. Mi ha colpita per quello che ha dentro, per la sua sensibilità, la delicatezza, per la fermezza con cui mi rimproverava perchè non rifacessi gli stessi errori. Ci teneva in maniera particolare a me. È proprio per questo che io ho voluto che lei mi facesse da madrina. Le madrine sono coloro che devono sapere come una persona è fatta dentro. La porterò sempre nel cuore.
Nella scuola superiore ho conosciuto una insegnante, Anna De Gregorio, persona dolcissima e brava. I miei genitori hanno preteso un programma paritario, anche se c’era chi pensava che io non ce la facessi. Sono una ragazza down, nonostante la mia diversità, ho fatto tutto da sola, certo con il sostegno. Io credo in me. Infatti credendo in me mi sono diplomata con il voto 83/100. Questo è quello che ho potuto dare, ho dato tutta me stessa.

Dopo il percorso scolastico sono stata chiamata per un colloquio ed ho cominciato a lavorare presso la scuola d’infanzia Filippetto. È stato un bel lavoro perchè a me piacciono molto i bambini. Il mio compito è stato quello di stare in mensa a dare da mangiare ai piccoli, a pulire i tavoli, cambiare il pane e la frutta. Dopo due anni la scuola è diventata pubblica.

Ora sto lavorando al Comune di Molfetta nel servizio civico per dare aiuto, quando è necessario. Per fortuna ho incontrato una collega di mamma che è diventata la mia amica del cuore aiutandomi molto sia come collega, sia come fiamma importante e vera a livello umano, sempre pronta ad ascoltarmi,
ad aiutarmi e darmi il cuore. Nei miei momenti belli ci sarai sempre, Stefania.

Nonostante il mio percorso di vita non sempre facile, io sono contenta di me, di quello che sono, di tutto quello che ho fatto perchè so che c’è il mio cuore, c’è il mio lavoro cosciente di tutto, con l’aiuto di tante persone: persone che ci sono ancora, persone che non ci sono più e che porterò sempre nel mio cuore perchè fanno parte della mia vita e ne faranno sempre parte perchè hanno creduto in me fino in fondo.

Credo in me stessa e spero, nel futuro, di restare sempre quella che sono ora: una persona felice.

“Un Down cambia la vita perché vivendo trasmette emozioni, dolori, sensazioni profonde. E la nostra vita è davvero cambiata… in meglio. La vita è guardare nei tuoi occhi quella luce che splende e illumina.Siamo fieri di te, sei il nostro faro, dolce Vivi. T.V.B. Papà, mamma & Giorgio”

 

 

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