I racconti del lavoro invisibile

Donne, madri, mogli, lavoratrici. Di ieri e di oggi “Strane straniere” commentano vecchi film dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Un’Italia che ormai non c’è più vista attraverso gli occhi delle nuove arrivate, per un confronto stimolante che fa riflettere sui cambiamenti in atto nel mondo del lavoro contemporaneo, sempre più complesso e ricco di contraddizioni.

VISTI DALLE DONNE, IL LAVORO, LE DONNE, LA MIGRAZIONE OGGI IN ITALIA

Cristiana Scoppa / 11 febbraio 2015

Si sono ritrovate nella sede dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), all’ombra della Centrale Montemartini. Un luogo di cui ignoravano completamente l’esistenza. Per scoprire un pezzetto della storia delle donne italiane, mogli, madri e lavoratrici, che il regista Ansano Giannarelli, tra i fondatori e a lungo presidente dell’AAMOD, racconta in Sabato, domenica, lunedì, film del 1968.

Come le tre protagoniste della pellicola, raccontate nell’alternarsi di lavoro senza soste, fuori casa e lavoro dentro casa, nelle piccole e grandi battaglie quotidiane per far quadrare i conti e ottenere maggiori diritti, anche le Strane Straniere sono donne, madri, mogli, lavoratrici. Hanno lasciato il loro paese d’origine – in America Latina, nel Maghreb o nell’Est dell’Europa – per cercare fortuna in Italia. E dopo i primi anni, che per alcune sono state da clandestine, hanno trovato la propria strada nel lavoro autonomo, aprendo un negozio o avviando un’attività in proprio.

Per tutte il film è stato un po’ una sorpresa. “Erano macchine davanti altre macchine”, sintetizzano. Per questo era naturale che si unissero per lottare per migliorare le proprie condizioni di vita. Una condizione molto diversa dalla solitudine con cui hanno dovuto condurre le proprie personali battaglie per raggiungere la stabilità attuale. “Lì a quel tavolo avevano tutti: avevano la famiglia, i figli, la madre”, nota Elsa. “La realtà di una persona che viene da fuori è la solitudine.Totale”, anche se “La paura di non farcela accomuna anche donne di oggi”.

“Fabbriche come queste non esistono più, ci sono altri tipi di lavoro. In nero”, notano. Cioè nella totale invisibilità. “Quando sono venuta in Italia, ho scoperto questo sommerso, questo lavoro nero: era una novità per il paese da dove provengo”.

Ma la nota conclusiva è positiva, e parte da se, pratica femminista per eccellenza: “Date tutte queste miscele, noi donne siamo diventate più forti”. Per questo: “Guardare il mondo considerando questa diversità femminile sarebbe più utile per tutti quanti”.

Il cortometraggio che racconta l’incontro per Visti dalle altre è stato realizzato da Dàila Assis, Benedetta Del Piano, Milena Fiore, Michele Segatto, Roberto Zoffoli, nell’ambito del laboratorio audiovisivo de I racconti del lavoro invisibile coordinato da Carlo Antonicelli.

 

Commenti

Codice di verifica * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.