I volti delle lavoratrici delle fabbriche tessili in Bangladesh

I volti delle lavoratrici delle fabbriche tessili in Bangladesh. Spose e madri giovanissime, operaie con stipendio da fame. Le abbiamo conosciute.

1. Parveen, operaia in una fabbrica tessile, con sua figlia. Nella foto d’apertura, Rasia con i suoi gemelli (ha anche un’altra figlia). Guadagnano in media intorno ai 50 euro al mese, ma avrebbero bisogno di almeno il doppio per sopravvivere.

2. Ancora Parveen, da sola. Per aiutare i bambini degli slum di Dacca, si può fare un’adozione a distanza con Terre des Hommes: bastano 25 euro al mese per garantire un’istruzione e un luogo sicuro dove giocare. Info sul sitoterredeshommes.it.

3. All’asilo, i figli delle operaie fanno il riposino dopo pranzo.

4. Munni: a 14 anni è già operaia.

5. Zorina di anni ne ha 15. Dopo il crollo del Rana Plaza, due anni fa, dove sotto le macerie rimasero i corpi di 1100 operai, le leggi sono un po’ cambiate e alcune misure di sicurezza sono diventate obbligatorie.

6. Farida, tra le stoffe che cuce. Molte donne vengono dalle campagne; il lavoro è l’unico riscatto possibile.

7. Farida, tra le stoffe che cuce. Molte donne vengono dalle campagne; il lavoro è l’unico riscatto possibile.

8. Jannat a 13 anni non va a scuola ma lavora.

9. Anche per Sonia, 15 anni, la giornata è in fabbrica.

10. Khadiza Akter Sima. I diritti delle donne, garantiti per legge, restano però purtroppo sulla carta.

11. Lucky, 16 anni.

12. Una donna cuce, un’altra cucina a poca distanza. Negli slum non c’è divisione degli spazi, né intimità.

13. Al mattino presto, gli operai e le operaie attraversano il lago per andare al lavoro.

14. Lo slum di Gulshan, a Dacca.

Foto di Abir Abdullah. Qui l’articolo completo di Giulia Calligaro.

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