Il massacro di Sabra e Chatila – Valzer con Bashir – Epilogo.m4v

Alle ore 18 del 16 settembre 1982, 150 uomini di Hobeika entrano nei campi profughi da ovest e da sud, attraversando con estrema facilità, le linee israeliane.Su richiesta dell’ufficiale di collegamento della Falange, una batteria israeliana di mortai inizia a sparare proiettili illuminanti per agevolare il cammino dei falangisti, in seguito altri razzi illuminanti vengono sganciati dai jet dell’aviazione israeliana.Alle 18.50, senza muovere un dito, gli aiutanti di campo del generale Yuron intercettano una conversazione tra Hobeika e uno dei suoi subordinati da cui si capisce la tremenda fine che avrebbero fatto una cinquantina di donne e bambini palestinesi radunati nei campi.Alle 21, a Gerusalemme, durante la riunione di gabinetto, il generale Eytan paventa, in maniera assolutamente generica, possibili raptus vendicativi dei falangisti, tacendo però della presenza falangista nei campi di cui era ampiamente informato. Solo il ministro David Levy è consapevole di quanto sta accadendo, pur non conoscendo i particolari dell’operazione concordata tra israeliani e falangisti: "Quando sento che i falangisti sono già entrati in certi quartieri, io so cosa significa per loro vendicarsi, che genere di violenza…Nessuno crederà che fossimo là a mantenere l’ordine, e il biasimo ricadrà su di noi".Intanto, la forza di Hobeika, divisa in piccole squadre, sta irrompendo di casa in casa a Sabra e Chatila, assassinando gli abitanti. Non incontra quasi nessuna resistenza e il massacro prosegue per più di 30 ore. Intere famiglie vengono passate per le armi.La notte tra il 16 e il 17 settembre le notizie della carneficina raggiungono i quartieri generali israeliani. Nessun provvedimento viene preso.Zeev Schiff, inviato di guerra del quotidiano Haaretz, parla con alcuni ufficiali della stato maggiore israeliano per avvertirli di quanto sta accadendo, ma non accade nulla.Più tardi si scoprirà che il generale Yuron aveva permesso ad una seconda forza di miliziani falangisti, al comando di Fuad Abu Nader, di entrare nei campi per completare il "controllo". Gli israeliani forniscono ai falangisti anche due bulldozer per demolire costruzioni illegali che in realtà vengono usati per scavare fosse comuni dove gettare i cadaveri.Il giornalista Ron Ben Yishai della televisione israeliana telefona a Sharon e gli riferisce notizie dettagliate sul massacro, ma il ministro della Difesa non gli dà alcun peso.Solo all’alba del 18 settembre, con l’arrivo a Sabra e Chatila della stampa internazionale, lo scandalo esplode.Sulle prime Sharon riesce a vincere una causa legale contro il settimanale Timeche lo indica come responsabile del massacro, ma in seguito sarà una apposita commissione d’inchiesta, nominata dal governo israeliano, ad inchiodarlo alle sue responsabilità, costringendolo alle dimissioni. Tutto ciò non impedirà comunque nel 2001, ad un criminale di guerra come Sharon, di diventare l’11° Primo Ministro del Governo Israeliano…

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