Intervista a Daniele Gaglianone – autore e regista di “QUI”

“QUI viene ripetuto spesso dai protagonisti e si riferisce ad un posto e un tempo preciso, ma man mano che va avanti questo QUI diventa ovunque, perchè quello che ho imparato facendo questo viaggio, la situazione della Valle di Susa fa emergere qualcosa di latente in tutta la società”

“L’autorità per essere rispettata dive essere autorevole, se l’autorevolezza sparisce l’autorità diventa autoritarismo.”

“Si è un film schierato, è un film partigiano, è un film di uno che aveva voglia di ascoltare”

QUI è il racconto in soggettiva di dieci valsusini che da 25 anni si oppongono con tenacia al progetto Tav Torino-Lione: cittadini qualsiasi che hanno scelto di lottare, ogni giorno. Dieci ritratti che raccontano la stessa amara scoperta: il tradimento della politica nazionale, accusata di aver abbandonato questa gente al loro destino, lasciandola sola a vedersela con la polizia antisommossa. QUI, in Valle di Susa, il blackout democratico tra Stato e cittadino è esploso prima che altrove… Qui di Daniele Gaglianone è un documentario sulla lotta dei No Tav in Val Susa raccontata da dieci protagonisti della protesta. Tra queste dieci persone ci sono Gabriella, che va tutti i giorni con un gruppo di persone in preghiera davanti al cantiere perché non costruiscano la Tav Torino-Lione, Luca, Paola e Francesco Perino che hanno scoperto per caso da Internet che la loro casa sarà spazzata via dal progetto. C’è poi l’anziana signora Marisa che si è fatta comprare delle manette (in un sexy shop, ma ci hanno tolto la pelliccetta…) per incatenarsi alla rete. Nonostante decine e decine di studi certifichino l’inutilità dell’opera, la Tav è diventata il terreno di uno scontro ideologico fine a se stesso, quello efficacemente descritto nella succitata conversazione. Ma in Valsusa si è andati ben oltre la semplice contrapposizione ideologica. Negli ultimi dieci anni le forze di polizia e la cittadinanza si sono spesso scontrate in campo aperto e negli ultimi anni oltre un migliaio di procedimenti giudiziari sono stati aperti in un territorio in cui abitano 60mila persone. Naturalmente in nessun altra zona d’Italia la percentuale di persone sottoposte a procedimenti giudiziari è così alta.

Nei ritratti di questo documentario un gruppo di persone si racconta attraverso parole e silenzi. Con vissuti tra loro lontani e con attitudini distanti, si sono ritrovati dalla stessa parte ad abitare la stessa lotta contro la linea ad alta velocità Torino Lione che dovrebbe passare in Valle di Susa, una valle già attraversata da due statali, un’autostrada e una linea ferroviaria dove transitano i TGV, Train à Grande Vitesse. Per alcuni questa nuova linea pare rappresentare la linea Maginot del futuro del paese; per altri è un’opera inutile economicamente, devastante per l’ambiente e per le finanze pubbliche. Nel corso degli anni la politica – quella mediaticamente intesa come politica dei partiti – sembra essere scomparsa intorno al problema, incapace di gestire una situazione lasciandola incancrenire (oppure scientemente convinta di doverla gestire esattamente così). In val di Susa invece non è scomparsa, o è ricomparsa, in questi 25 anni di opposizione al progetto, la politica intesa come incontro fra gente che discute sul proprio presente e sul proprio futuro, fra gente che si ritrova per porre delle domande insieme e insieme a cercare delle risposte. Ma nel frattempo una questione politica, sociale ed economica è stata fatta slittare sul piano inclinato dell’ordine pubblico. E allora, sempre di più, il rapporto tra cittadino e stato si riduce alla sola relazione con un agente in tenuta antisommossa,

spiega in una nota il regista Daniele Gaglianone. Conoscendo il suo cinema, la sua tenace ricerca del vero, pur nella grande eterogeneità del suo percorso filmico, non vediamo l’ora di immergerci nel buio della sala, perché sia fatta luce su una storia che non riguarda un po’ tutti, perché Qui non è soltanto in Valsusa.

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