La città marcia – il nuovo libro di Bianca Stancanelli

Bianca Stancanelli
“La città marcia”. Racconto siciliano di potere e di mafia
(Marsilio – 2016)

Ci sono davvero libri che influenzano le nostre scelte di vita? Che le sostengono? Che ci fanno intravedere certe strade e che rendono i nostri percorsi dotati di maggiore senso?

A testa alta, qualche anno fa, è stato uno di quei libri che dava linfa e senso al mio personale “ritorno a Sud”. Quel libro di Bianca Stancanelli raccontava la storia di un coraggioso prete, Pino Puglisi, impegnato fino all’estremo nella lotta contro il potere mafioso. Al di là delle vicende di quell’eroe solitario, nella periferia di Palermo e dell’Italia dei primi anni ’90, quello che mi aveva colpito era stata la necessità di raccontare una storia di coraggio, di non dissipare la memoria di chi era rimasto solo a combattere la sua battaglia (e in virtù di questa solitudine, era stato ucciso).
La scrittura mi era sembrata un potente antidoto al dissolversi delle azioni, delle scelte di questi eroi solitari. Uno strumento per contrastare quella condanna a svanire dalla memoria collettiva, rendendo inutile quello che si era fatto (o tentato di fare) da vivi. Regalando una definitiva vittoria a chi quella vita l’aveva stroncata con la violenza.

Questa stessa necessità ho ritrovato nell’ultimo libro della Stancanelli, edito da Marsilio: raccogliere le memorie, indagare la vita, le azioni, ricostruire lo scenario in cui un eroe (questa volta decisamente meno limpido) ha combattuto e vissuto la sua personale battaglia. Giuseppe Insalaco è stato sindaco di Palermo per 101 giorni, alla fine dei ruggenti anni ’80, quando un potere consolidato mostrava le prime crepe e un intero sistema scricchiolava. Ma era ancora troppo presto perchè quel democristiano ambiguo, legato fin dall’inizio della sua carriera politica all’apparato mafioso, potesse assistere al crollo definitivo di un sistema che gestiva grandi appalti e affari miliardari, e che aveva nell’omicidio e nella calunnia le sue armi più potenti.

Chi era Giuseppe Insalaco? Un riformatore? Un folle arrivista? Uno sprovveduto alle prese con giochi più grandi di lui, fino a rimanerne definitivamente stritolato?

La città marcia” si legge come un noir, ha un ritmo incalzante, racconta di una serie di personaggi che si fa quasi fatica a concepire come realmente esistiti, per via della loro ferocia o dell’assoluta mancanza di morale. Ma è anche il ritratto di una società distratta quando non complice, di uno Stato debole con i forti e pronto a colpire i deboli, di apparati di sicurezza composti da reticenti. Uno scenario complesso, dalle mille sfaccettature, con luci e ombre insieme, dotato di una sua tragica quanto perversa armonia, che neanche un omicidio, per quanto eccellente, sembra poter destabilizzare.

E alla fine, insieme alla rabbia che il chiedersi cosa sarebbe potuta essere la Sicilia e il Sud se un vero e proprio fiume di risorse non fosse stato sperperato e rapinato per decenni, se le speranze di tanti non fossero state tradite sistematicamente, ritorna fortissima la sensazione che la scrittura possa rappresentare uno degli antidoti, una delle possibilità di redenzione, e non solo della singola memoria. Il racconto diventa qui davvero l’inaspettata opportunità di tracciare un destino diverso per la nostra società. Forse basta solo volerlo?

 

L’autrice

Bianca Stancanelli è nata in Sicilia e vive a Roma. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato con Marsilio due volumi di racconti, Cruderie (1996) e Morte di un servo (2000), e i saggi Quindici innocenti terroristi. Come è finita la prima grande inchiesta sull’estremismo islamico in Italia (2006) e La vergogna e la fortuna. Storie di rom (2011). Per l’editore Einaudi è apparso A testa alta. Don Giuseppe Puglisi: storia di un eroe solitario (2003), premiato con l’Aquila d’oro al Premio Estense 2003.

 

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