La fotografia è terapeutica: gli scatti contro il pregiudizio

Esprimere senza paura i disagi, le insicurezze, rovesciando il pregiudizio con cui gli altri ci hanno sempre guardato, abolendo quella differenza tra ”come siamo” e come gli altri ” ci vorrebbero”. E’ questo lo scopo del progetto fotografico ”What I be”, che ha coinvolto gli studenti di diverse università californiane. L’autore, Steve Rosenfield, spiega: ”Ho iniziato questo progetto focalizzandomi sulla comunicazione, aiutando tutti ad accettare la propria diversità con onestà”. Il fotografo ha chiesto ai partecipanti di scrivere sul proprio corpo una parola con cui non vogliono essere identificati, per liberarsi dal pregiudizio ed essere accettati per quello che sono.

Fonte: La Repubblica del24.09.13

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