Lettera di Piero Terracina alla città di Molfetta per la Giornata della Memoria 2015

Riportiamo qui di seguito le parole scritte nella lettera che Piero Terracina, sopravvissuto al forse più noto campo di concentramento, quello di Auschwitz, ha indirizzato in occasione della Giornata della Memoria 2015 alla città di Molfetta da cui nel 2013 ha ricevuto la cittadinanza onoraria.

“Sono nato tanti anni fa a Roma  ma voi mi avete adottato come cittadino della vostra bella città e questo è per me un grande onore; vi sento vicino e me lo avete dimostrato quando ho avuto l’occasione di essere tra voi”.

“Oggi è un giorno particolare – si legge – un giorno in cui dobbiamo ricordare , riflettere e fare memoria della strage  più terribile perpetrata nel corso di tutta la storia della nostra civile? (ma qui ci metto un punto  interrogativo) Europa, nei lager nazisti, di undici milioni di esseri umani, di cui 6.000.000 erano di religione ebraica ed avevano l’unica colpa di praticare una religione diversa da quella della maggioranza.
C’è chi vuole negare che questo sia avvenuto e c’è chi  dice: “si, è vero, una strage terribile, ma lo sterminio  è avvenuto in Germania e nei paesi occupati dalla Germania; noi non c’entriamo”, ma non fu così: dovunque le SS germaniche trovarono una larga collaborazione nelle popolazioni dei vari Paesi occupati, compresa l’Italia fascista. Senza la loro collaborazione il massacro non sarebbe potuto avvenire. Furono tanti allora, anche nel nostro Paese, coloro che resero possibile il massacro e questo deve farci riflettere. Bisogna ricordare il Male.
Sorgono delle domande: perché dobbiamo ricordare? E che cosa dobbiamo ricordare?  Bisogna ricordare il male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presenta in forme solo apparentemente innocue; quando si pensa che uno straniero, uno zingaro, o uno che apparentemente è diverso da noi, è un nemico si pongono le premesse di una catena al cui termine, lo ha scritto Primo Levi, c’è il lager, c’è il campo di sterminio.
Le parole sopra riportate sono del grande Vittorio Foa e aggiungo io: conoscere una civiltà diversa dalla nostra porta un reciproco benefico apporto di idee, di principi e di esperienze. Rispetto. Ecco quello che serve. Rispetto per tutti quelli che consideriamo diversi e tenendo sempre presente che l’umanità è unica nella sua diversità”

Fonte: Comune di Molfetta

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