L’isola

Su una piccola isola della sponda nord del Mediterraneo si insediano durante un decennio circa 150 magrebini. In gran parte lavoratori dell’agricoltura e dell’edilizia, negli anni i migranti hanno la possibilità di ricongiungersi con le famiglie e consolidare il rapporto con l’isola, dove nel frattempo nasce una giovanissima seconda generazione che già frequenta la scuola. La comunità inizia presto a cercare un luogo per la preghiera, finché un giorno sull’isola si insedia la nuova preside, un’insegnante appassionata che ha lavorato per tutta la vita nelle scuole italiane all’estero e che al rientro in Italia ha cercato ancora una volta una scuola difficile, di frontiera. La preside viene a conoscenza dell’esigenza di un luogo di culto per la comunità magrebina quasi per caso, ma la sua risposta non si fa attendere. E un bel giorno sull’isola la moschea apre proprio nei locali della scuola pubblica, che nelle comunità di margine più che altrove rappresenta il presidio e il volto quotidiano dello Stato. Si tratta di un’esperimento probabilmente unico in un’Italia tristemente abituata alle "passeggiate dei maiali" sui terreni destinati dai comuni alle moschee. Un luogo diverso, dove le istituzioni cessano invece per un attimo di essere l’ostacolo e l’avversario, e tornano a essere il perimetro che permette di organizzare la convivenza. Un’isola, un’altra Italia vera e possibile.

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