L’obesità che uccide

E’ una pubblicità che vuole spaventare. E lo fa. E’ la storia di un ragazzo americano che passa la sua vita ingoiando junk food sdraiato sul divano, e che, a soli 32 anni, viene ricoverato d\’urgenza in ospedale per un attacco di cuore. Il video è scioccante, ed è indirizzato a una società, quella americana, dove l’obesità è la malattia più comune e anche più sottovalutata. Lo spot fa parte di una campagna lanciata da Strong4life, movimento creato dal Children’s Healthcare di Atlanta, in Georgia, uno degli stati più obesi d’America dove il 75% dei genitori di figli con questo problema non riconosce la malattia. 1 miliardo e 200 milioni di persone in tutto il mondo hanno problemi di peso, in Italia, 500.000 persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare, ma siamo il paese Europeo con la percentuale più bassa di persone obese e in sovrappeso. Ma questo non vuol dire che siamo salvi.

Ma è polemica anche per l’altra campagna choc promossa da Strong4life, da molti definita inquietante nella quale dei bambini grassottelli mostrano un’aria contrita, quasi incoscienti del pericolo che corrono. La didascalia cita: “Potrebbe non sopravvivere ai genitori”. In uno dei video vicino al bambino protagonista c’è un altro ragazzo, è obeso e i vestiti fanno fatica a contenere il suo corpo, anche qui la scritta: “Ha gli occhi del padre, il suo sorriso e probabilmente anche il suo diabete”.

 

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