L’ordine delle cose – trailer

Il trailer del film “L’ordine delle cose” di Andrea Segre, presentato in anteprima il 31 agosto 2017 al Festival del cinema di Venezia prodotto da Jolefilm e distribuito da Parthénos Distribuzione in collaborazione con ZaLab.

La Storia

Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione irregolare. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere  europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia.

La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani  ed europei sembra impossibile. Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere,  porti e centri di detenzione per migranti. La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una  delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione, mai conoscere nessun  migrante, considerarli solo numeri.

Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di  scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa.

Come tenere  insieme la legge di Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà?

Corrado prova a cercare una risposta  nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più intensa e si insinua pericolosa nell’ordine delle cose.

Note di regia

Quando tre anni fa ho iniziato a lavorare a questo film non sapevo che le vicende tra Italia e Libia sarebbero  andate proprio come le abbiamo raccontate, ma purtroppo lo immaginavo. Per molti mesi ho incontrato insieme  a Marco Pettenello alcuni “veri Corrado” e parlando con loro ho intuito che l’Italia si apprestava ad avviare respingimenti di migranti nei centri di detenzione libica.

Nessuno lo diceva pubblicamente, ma ora che il film  esce è tutto alla luce del sole. Mi auguro che il film aiuti a riflettere su cosa stiamo vivendo in questi giorni e sulle lunghe conseguenze che vivremo ancora per anni. Infatti credo che quella di Corrado sia la condizione di molti di noi in quest’epoca che sembra aver  metabolizzato l’ingiustizia. La tensione tra Europa e immigrazione sta mettendo in discussione l’identità stessa  dell’Europa.

Corrado e la sua storia raccontano questa crisi di identità. Ho cercato in lui, nel suo ordine e nella  sua tensione emotiva, quelle della nostra civiltà e del nostro tempo. Sappiamo bene quanto stiamo abdicando ai nostri principi negando diritti e libertà a essere umani fuori dal nostro spazio, ma proviamo a non dircelo o  addirittura a esserne fieri.

È questa crisi che mi ha guidato eticamente ed esteticamente nel raccontare il mondo  di Corrado, un mondo tanto rassicurante quanto inquietante.

Andrea Segre

 

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