Mai sentito parlare del VHEMT?

“Si possa vivere a lungo e poi estinguerci” sono queste le parole di introduzione di uno dei movimenti più singolari ed eccentrici esistenti al mondo. Si tratta del Vhemt : Movimento per l’estinzione Umana Volontaria. Detta così il sentore che possa trattarsi di una setta, un gruppo di invasati o dei pazzi è, certamente, ampio. Una volta, però, esplorato il sito e entrati a contatto realmente con i temi di questa realtà c’è da ammettere che sì sarà anche un discorso forte e non pienamente condivisibile, ma con buone capacità per poter far riflettere.

Come recita il manifesto di questo movimento: “non siamo un gruppo di disadattati maltusiani misantropi e asociali che provano un piacere morboso ogni volta che qualche disastro colpisce gli umani. Non potrebbe esserci nulla di più distante dalla realtà. L’estinzione umana volontaria è piuttosto l’alternativa umanitaria ai disastri che colpiscono la gente. Non insistiamo sul modo in cui la specie umana si è dimostrata un parassita avido ed amorale su un pianeta che era in buona salute. Una negatività di quel genere non offre soluzioni per gli orrori inesorabili che l’attività umana sta provocando. Piuttosto, il Movimento propone un’alternativa incoraggiante alla distruzione impietosa e completa dell’ecologia della Terra. Come sanno bene i Volontari del VHEMT, la speranza che si presenta come alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali è l’estinzione volontaria di una sola specie: l’Homo sapiens, … la nostra estinzione”. Ora, sinceramente, credere veramente nell’estinzione come sola soluzione per la salvaguardia dell’ambiente sembrerebbe un qualcosa di leggermente estremo. Quello che, però, è molto meno estremo è il lato provocatorio del VHEMT. Arrivare al punto di dire che gli essere umani sono i colpevoli dello scempio vissuto dal sistema ambientale è una denuncia forte, a limite del paradosso, ma quasi totalmente vera.

Abbiamo rimosso il rapporto biunivoco che lega noi alla terra portandoci a far credere che noi potessimo essere abitanti e unici proprietari di questa suolo. Invece, come è facilmente deducibile, non è proprio così. Se solo iniziassimo a ragionare come ospiti e non come possedenti il discorso potrebbe già prendere un’altra piega e – con quasi certezza – non dovremmo trovarci a scontrare con posizioni così estreme come quella di questo movimento. Con l’esistenza, invece, di un gruppo di estremisti come quelli del VHEMT è, quanto mai giusto, fermarsi e ragionare: perché un gruppo di persone è dovuta arrivare al punto di chiedere la nostra estinzione per salvaguardare il pianeta?

E’ il punto di vista, ogni volta, la giusta e performante soluzione. Cambiamolo, immediatamente. Non indichiamo ma proviamo a indicarci. Non giudichiamo ma proviamo a capire il perché delle scelte. Ad esempio, quando si cerca di capire da quando possa esistere questo movimento la risposta che gli stessi appartenenti danno è “le radici del VHEMT sono profonde come la storia umana. Il potenziale per un movimento per l’estinzione umana volontaria esiste da quando esiste l’uomo”. Altri affermazioni interessanti all’interno del loro sito ufficiale possono essere questa: “… considerando i 40.000 bambini che muoiono ogni giorno per malnutrizione, e considerando il numero di specie che si estingue in conseguenza della riproduzione eccessiva della nostra specie, ritenete che sarebbe una buona idea mettere al mondo voi stessi un ulteriore umano…” . Oppure quando qualcuno gli fa notare la verosimiglianza con una setta suicida loro non ci pensano poi così troppo a rispondere: “sembra che la nostra intera civiltà sia un’unica, grande setta suicida. I sintomi sono tutt’intorno a noi. Ce ne andiamo in giro in fragili scatole di metallo potenzialmente letali, senza preoccuparcene più di tanti ingeriamo così tanti veleni che la nostra stessa carne non supererebbe gli standard stabiliti dal governo per la commestibilità delle carni di maiale. Siamo appesi ad un filo della rete della vita e saltiamo allegramente su e giù aspettandoci che regga il nostro peso sempre maggiore, e ben pochi sembrano accorgersi che non c’è alcun dispositivo di sicurezza per sorreggerci in caso di caduta”.

Insomma, il sito è esauriente, in grado di rispondere ai più diversi quesiti ed è tradotto in tantissime lingue. Il consiglio è di andarci a fare un giro, leggerlo attentamente, ricordandosi sempre un doveroso punto critico e prendere ogni tipo di informazione come spunto non di sottoscrizione a questo movimento, ma semplicemente d’analisi in grado di creare qualcosa di costruttivo e non denigratorio .

Una volta fatto, però, ricordate: non chiedetevi se queste persone siano folli o meno, chiedetevi semplicemente perché dei nostri simili siano arrivati a tanto.

Fonte: http://blog.greenme.it/sviluppo-in-sostenibile/vhemt/

Sito del Vhemt: http://www.vhemt.org/

Commenti

Codice di verifica * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.