Noam Chomsky, da Gaza

Noam Chomsky, da Gaza (dove si trovava per una conferenza proprio nei giorni in cui Estelle è stata attaccata):

"Sono qui a Gaza da alcuni giorni e speravo di poter accogliere e dare il benvenuto all’ultima imbarcazione della Flotilla, Estelle.La stavamo aspettando al porto di Gaza. La barca, come tutte quelle precedenti, è stata sequestrata dalla marina israeliana. Loro le chiamano “acque territoriali israeliane”, ma quelle sono acque a sovranità gazawa o internazionale e Israele non ha alcun diritto su quelle acque. Estelle rappresentava un ulteriore sforzo per rompere l’assedio, così come in qualche modo lo rappresenta anche questa mia visita. L’assedio è un atto criminale che non ha alcuna giustificazione. Dovrebbe essere spezzato e dovrebbe trovare forte opposizione da parte del mondo circostante. E’ semplicemente lo strumento utilizzato da Israele per intimidire la popolazione di Gaza in un clima di auto-distruzione, per provare a liberarsi di loro e distruggerne la società. Non esiste alcuna giustificazione per tutto questo – nemmeno quelle militari a cui loro fanno appello e che non hanno alcuna credibilità.

Le persone a bordo di Estelle dovrebbero essere onorate e rispettate per il loro coraggio e il loro impegno e per aver preso parte a una tale missione per rompere l’assedio, un assedio criminale, e portare speranza alla popolazione di Gaza che vive imprigionata, letteralmente imprigionata nel più grande carcere del mondo. E anche per aver portato, col loro esempio, un messaggio al mondo intero: che noi, qui fuori, abbiamo la responsabilità di porre fine una volta per tutte a questi atti criminali.

21.10.2012, Gaza City"

"I’m here in Gaza, I’ve been here for several days. I was here hoping to greet the latest boat from the Flotilla, the Estelle. We were waiting at the Gaza port. The boat, like earlier ones, was hijacked by the Israeli navy. They call it Israeli territorial waters, it’s actually Gazan waters or international waters, Israel has no right to those waters. The Estelle was another effort to break the siege, as in some way is our visit. The siege is a criminal act that has no justification. It should be broken and it should be strongly opposed by the outside world. It’s simply an effort to intimidate the Gazans into self-destruction, to try to get rid of them and destroy the society. There is absolutely no justification for it – military justifications are claimed but they have no credibility. The people on the boat should be honoured and respected for their courage and commitment and for undertaking a brave and important effort to break the siege, the criminal siege, and bring hope to the people of Gaza who are imprisoned, literally imprisoned in the biggest prison in the world. Also to bring to the world the message that we on the outside have a real responsibility to bring these criminal acts to an end.

21.10.2012, Gaza City"

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