Ostinata passione

12 febbraio 2017, 18:00 - 20:00

Torna in scena per la sezione EFFETTI COLLATERALI della rassegna realizzata da Linead’Onda in collaborazione con SistemaGaribaldi nella suggestiva cornice del Frantoio Simone a Bisceglie lo spettacolo dedicato a Cecilia Mangini, la prima documentarista italiana:

“OSTINATA PASSIONE”
di e con Marianna de Pinto
ispirato al libro: “Con ostinata passione. Il cinema documentario di Cecilia Mangini” di Gianluca Sciannameo
Supervisione artistica: Marco Grossi
Contributi video: Gennaro de Pinto

Per info e prenotazioni: info.lineadonda@gmail.com – 338 1425827

La produzione teatrale, targata Malalingua, sarà dunque ospitata all’interno della suggestiva location del frantoio Simone per raccontare l’Italia del dopoguerra, con particolare riferimento alla condizione della donna da un punto di vista sociale e lavorativo, attraverso gli occhi della regista cinematografica Cecilia Mangini che quest’anno compie 90 anni.

Una contaminazione fra l’arte drammatica e quella di un impegnato cinema documentarista. Questa la carta vincente di “Ostinata passione”, un testo di Marianna de Pinto, tratto dal saggio di Gianluca Sciannameo “Con ostinata Passione”, che la stessa de Pinto interpreterà con la supervisione artistica di Marco Grossi. Un dialogo continuo fra la scena teatrale e le proiezioni che le faranno da sfondo, reso possibile grazie ad il contributo video e luci di Gennaro de Pinto.

L’Italia della seconda metà degli anni Cinquanta, un’epoca ricca di cambiamenti e tensioni, è, dunque, il contesto storico all’interno del quale si inserisce il dialogo fra due donne, protagoniste dello spettacolo. Entrambe testimoni del proprio tempo e della loro condizione. Da un lato gli occhi di un’intellettuale, la prima documentarista d’Italia, Cecilia Mangini, testarda ed anticonformista, che attraverso il tentativo costante di raccontare un mondo che va scomparendo, conduce un’appassionata lotta culturale. Dall’altro quelli di una donna comune, Elisa, un’antieroina che ha subito la Storia senza prenderne parte attivamente ma la cui testimonianza divine altrettanto indispensabile per comprendere la complessità di un’epoca.

Particolarmente significativa la riflessione, che Marianna de Pinto e Marco Grossi hanno voluto portare in scena, sulla figura femminile e sul ruolo che essa assume nel contesto della famiglia con il boom economico del Secondo Dopoguerra e la grande rivoluzione dei costumi che ne seguì. Alcune date emblematiche sono di riferimento per il testo teatrale, che riflette, nella storia di Cecilia Mangini, lo spaccato fra il 1927 ed il 1975. Anni che videro tappe fondamentali dell’evoluzione del ruolo della donna nel contesto famigliare a partire dai Decreti Regi all’istituzione del Codice della Famiglia, nel ’42, fino ad arrivare alla sua riscrittura nel ’75 che sancì la parità dei sessi fra due coniugi.
Una reporter coraggiosa, la Mangini, che riesce a rivendicare e difendere la propria identità e libertà di donna e di artista venendo restituita da un’appassionata Marianna de Pinto, attrice che, con Marco Grossi, custodisce ormai da tempo Malalingua Teatro: formazione pugliese capace di cucire opere di preziosa fattura.

Così l’autrice ed interprete della pièce spiega il messaggio racchiuso dal testo teatrale:

<<In questo spettacolo si incontrano due donne: Cecilia Mangini che ha, non solo documentato, ma scritto la storia del nostro Paese, ed Elisa, donna comune che a quella Storia ha cercato di sopravvivere portando con sé la sapienza senza tempo di un universo femminile in cui affondano le radici della nostra terra. Metterle in dialogo è un modo per ricomporre un passato in cui è necessario specchiarsi>>.

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