Pari opportunità generazionali

A poco più di un anno dalla scomparsa di Guglielmo pensiamo che il modo migliore per ricordarlo sia quello di portare avanti il cammino che lui ha dovuto interrompere, proseguendo nella strada che ha tracciato.
Per questo nel corso della iniziativa “Il cambiamento che accade” che si è svolta a Molfetta il 28 luglio scorso abbiamo lanciato l’idea di una grande mobilitazione di cittadini attivi per raccogliere, in tutta la Puglia, le firme necessarie a portare all’attenzione del Consiglio Regionale, come proposta di iniziativa popolare, la bozza di legge alla quale Guglielmo ha lavorato fino agli ultimi giorni della sua vita, dal suo letto di Ospedale.
Si tratta di una proposta di legge in materia di “Pari opportunità generazionali”.
Non solo una “legge per i giovani”, ma uno strumento innovativo per consentire di riattivare davvero, sul nostro territorio, le energie, i talenti, le capacità di quelle nuove generazioni che più di tutti stanno pagando il conto della crisi, ma che continuano a rappresentare la più pregiata risorsa di cui dispone la Puglia.
Guglielmo non ha fatto in tempo a depositare la proposta di legge in Consiglio. La malattia glielo ha impedito, ma il lavoro, frutto di una condivisione ampia, era quasi completo e lui ne era soddisfatto.
Ha lavorato alacremente a questo testo, ricco dell’esperienza maturata dopo aver dedicato quasi tutta la sua vita da amministratore pubblico alla promozione e alla valorizzazione dei più giovani.
Negli ultimi mesi, nelle ultime settimane sentiva l’urgenza di completare questa proposta di legge per chiudere, in qualche modo, il cerchio iniziato tanti anni prima quando assunse l’incarico di assessore regionale alle politiche giovanili.
Purtroppo non ha fatto in tempo.
E allora abbiamo pensato che tocchi a tutti noi raccogliere quel testimone e portare a compimento quanto lui aveva immaginato.
Non sarà una impresa facile: occorrerà raccogliere 12.000 firme in pochi mesi.
Sarà un lavoro al quale ci dedicheremo subito dopo la pausa estiva ma che, ovviamente, non potremo portare innanzi da soli.
Di seguito pubblichiamo la proposta di legge. E’ una bozza di lavoro, ovviamente. Ci possono essere refusi, incongruenze, errori. E’ un lavoro “grezzo” che necessitava ancora di un’ultima revisione. Ma pensiamo sia giusto condividere così, ora, questo lavoro.
Col tempo e in uno spirito condiviso con tutti quelli che vorranno collaborare, lavoreremo a rendere il tutto più preciso.
La nostra proposta è quella di inviare entro il 30 settembre all’indirizzo e.mail fondazioneguglielmominervini@gmail.com contributi, proposte emendative e integrazioni alla bozza che presentiamo oggi e che trovate in coda a questo post.
Successivamente (in ottobre, presumibilmente) organizzeremo una grande assemblea aperta a singoli cittadini attivi ma anche ad associazioni, partiti politici, istituzioni, movimenti, comitati, per costruire una rete ampia che consenta di diffondere questa proposta di legge sui territori al fine di poter raccogliere le firme necessarie.
Si tratta certamente di un obiettivo molto ambizioso e molto difficile.
Per questo avremo bisogno del contributo, del sostegno e della collaborazioni di tutti quanti vorranno contribuire a questo scopo.
Tutti sulla stessa linea di partenza, senza primogeniture.
Tutti accomunati nel desiderio di affrontare, insieme, una sfida per un fine giusto e nobile.

Questa, in fondo, è la “politica generativa” che Guglielmo ci ha insegnato.

PS. L’articolo 14 sul “diritto alla cultura” Guglielmo non fece in tempo a scriverlo. Aveva in mente di incontrare presto, non appena fosse uscito dal Policlinico, gli operatori del settore per condividere insieme una strategia e far emergere una proposta. Purtroppo non c’è stato modo di fare quell’incontro.
Spetta a tutti noi riempire quella pagina bianca.

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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE
PER LE PARI OPPORTUNITA’ GENERAZIONALI
“La Regione Puglia, Terra dei giovani”

-BOZZA-

PREAMBOLO

I giovani sono la risorsa più pregiata di cui dispone la Puglia per la sua crescita democratica, lo sviluppo culturale, sociale, ambientale ed economico del territorio.

Liberare e valorizzare le energie giovanili significa dotare la Puglia del fattore di innovazione decisivo per elaborare le risposte alle sfide del cambiamento poste dalla crisi.

La piena partecipazione dei giovani come protagonisti di tutti gli ambiti della vita regionale è, inoltre, indispensabile per garantire un senso nuovo di comunità, equa, sostenibile e solidale, basata sul principio delle pari opportunità tra generazioni.

La Regione Puglia – terra dei giovani – attua politiche per promuovere l’accesso di tutti i giovani alla vita sociale agendo sulle barriere che sono causa di discriminazione e di esclusione.

TITOLO I
PRINCIPI GENERALI ED OBIETTIVI

Art. 1. Obiettivi delle politiche per le pari opportunità generazionali

1. Le politiche per le pari opportunità generazionali della Regione Puglia sono finalizzate a:
supportare i giovani nel raggiungimento dell’autonomia, fattore indispensabile per il loro armonico e compiuto sviluppo, affinché siano protagonisti attivi e consapevoli della loro crescita individuale e di quella sociale della comunità;
promuovere l’attivazione, la capacità di scelta, l’espressione del talento e la progettualità di tutti i giovani, specie dei più fragili, incidendo sulle condizioni che impediscono di progettare la propria vita;
prevenire e combattere le gravi e ormai insopportabili forme di discriminazione e di esclusione sociale dei giovani, in una prospettiva di pari opportunità tra le generazioni;
sostenere la realizzazione di accordi locali e progetti integrati, la nascita di reti e altre forme di cooperazione, condivisione e utilizzazione di risorse, non solo finanziarie, per realizzare le finalità della presente legge;
stimolare nella generazione giovanile la maturazione di uno spirito aperto che alimenti la vocazione della Puglia come terra di cerniera tra la dimensione europea e quella mediterranea;

TITOLO II
AMBITI DI INTERVENTO DELLE POLITICHE GIOVANILI

CAPO I
Gli strumenti per l’attivazione

Art. 2. L’attivazione e la cittadinanza attiva dei giovani.

1. La Puglia intende diventare la Regione delle opportunità per tutti i giovani.

2. La Regione Puglia promuove e moltiplica le azioni che consentano a tutti i giovani che vogliano farlo di promuovere attività anche sperimentali, creative, innovative stimolando altresì percorsi di auto-apprendimento, auto-formazione nonché di ricerca e di sperimentazione. La Regione Puglia fornisce a tutti i giovani, specie ai più fragili, il supporto all’attivazione.

3. La Regione attua iniziative per:
sperimentare attività e progetti di innovazione sociale, ambientale, economica, culturale, che abbiano ricadute positive sui territori e che contribuiscano ad evidenziare o a risolvere i problemi dei giovani stessi e delle comunità nelle quali vivono;
favorire pratiche di democrazia partecipativa nelle istituzioni locali e nell’elaborazione delle politiche pubbliche;
favorire l’apprendimento, l’autoapprendimento e la condivisione da parte dei giovani di competenze utili a consentire la partecipazione e la cittadinanza attiva;
favorire l’impegno e l’iniziativa dei giovani nei campi del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione e in generale nelle forme di aggregazione e socializzazione che consentono lo sviluppo della cultura e della pratica della legalità, della pace e della solidarietà;

4. La Regione, nell’ambito delle proprie attribuzioni, attua iniziative per il riconoscimento delle competenze acquisite dai giovani nelle attività svolte a fini sociali.

5. La Regione istituisce il Servizio Civile Regionale (SCR), sperimentando forme innovative finalizzate a potenziare e rafforzare il protagonismo e l’attivazione giovanili, in particolare sostenendo la cittadinanza attiva, la promozione della giustizia sociale e la valorizzazione della dimensione di corresponsabilità tra tuti i soggetti che contribuiscono alla realizzazione del SCR, quali volontari, enti e Istituzioni.

Art. 3. I giovani nelle città.

1. La Regione Puglia promuove la partecipazione attiva dei giovani ai processi di trasformazione, rivitalizzazione economica e sociale, rigenerazione e riqualificazione delle città, e alla costruzione di un contesto più vivibile per i giovani stessi e per i cittadini in genere.

2. La Regione supporta e finanzia, anche attraverso Fondi Comunitari o Programmi diretti dell’U.E. , la nascita, lo sviluppo, la messa in rete e la fruizione ampia e generalizzata di spazi, immobili e strutture pubbliche polifunzionali da dedicare alle attività giovanili, all’erogazione di servizi per i giovani e in generale, alla realizzazione degli obiettivi della presente legge.

3. La Regione favorisce e sostiene il recupero e il riuso sociale, per i fini previsti dalla presente legge, da parte degli Enti Locali, di luoghi pubblici abbandonati o scarsamente utilizzati e di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Art. 4. Partecipazione dei giovani alle politiche giovanili.

1. La Regione Puglia promuove sperimentazioni ed attiva sistemi e strategie innovative per sostenere la partecipazione dei giovani nelle politiche che li riguardano e promuove analoghe pratiche a livello locale.

2. Nell’ambito della sua funzione di indirizzo e attraverso una pianificazione triennale, la Regione può definire soglie minime e/o tetti massimi di età per individuare i destinatari degli specifici interventi di politica giovanile, tenendo conto degli orientamenti dell’Unione Europea, delle situazioni dei diversi territori e delle trasformazioni che avvengono nei diversi ambiti della società pugliese.

3. Partecipano alla realizzazione delle politiche giovanili regionali, nel rispetto del principio di sussidiarietà, gli Enti Locali e Pubblici, le parti sociali, le scuole, le università, le associazioni, le cooperative, le imprese, i cittadini in forma singola e associata e tutti coloro che producono e condividono beni pubblici materiali e immateriali che possono contribuire al raggiungimento delle finalità della presente legge.

CAPO II
Strumenti per l’effettività dei diritti

Art 5 Diritto allo studio

1. Fermo restando quanto previsto dall’art. 6 della Legge Regionale 4 dicembre 2009, n. 31 in materia borse di studio, agli studenti in regola con il pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario e iscritti per la prima volta ai corsi di laurea, di laurea magistrale a ciclo unico, di specializzazione presso Università con sede in Puglia, nonché agli studenti iscritti alle Istituzioni di alta formazione artistica e alle Istituzioni di alta formazione musicale con sede in Puglia, vengono concessi prestiti tramite concorsi banditi con periodicità almeno annuale dall’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario in Puglia. L’ADISU costituisce e gestisce, a tal fine, un fondo di rotazione per la concessione dei prestiti di cui al presente comma.

2. I bandi di concorso pubblicati dall’ADISU per l’ottenimento del prestito stabiliscono le soglie di reddito familiare e i requisiti di merito per potervi accedere, nonché le condizioni, le modalità e i tempi di restituzione, senza interessi, dello stesso.

3. Per studenti particolarmente meritevoli, così come individuati nei bandi di concorso, privi o carenti di mezzi autonomi o familiari, il prestito potrà essere a fondo perduto.

4. L’ADISU attiva altresì convenzioni con istituti di credito per la concessione di ulteriori prestiti, anche per favorire la mobilità internazionale, rivolti a giovani neolauerati inseriti in progetti di ricerca.

5. I prestiti di cui al presente articolo sono cumulabili con borse di studi e altri contributi finalizzati a rendere effettivo il diritto allo studio.

Art. 6 – Assegni formativi

1. Al fine di concorrere a ridurre, per i giovani meritevoli, i costi di iscrizione e frequenza a master e percorsi di alta formazione e specializzazione sono istituiti, per una sola volta nel corso degli studi, appositi assegni formativi cui accedere tramite bandi di concorso pubblicati periodicamente dall’ADISU.

Art 7 – Facilitazioni nel trasporto pubblico per studenti

1. Al fine di promuovere il Diritto allo studio e la lotta alla dispersione scolastica e universitaria, la Regione prevede nel bilancio annuale uno stanziamento finalizzato a fornire l’abbonamento gratuito ai mezzi pubblici agli studenti pugliesi delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università con sede in Puglia, fino al compimento di 26 anni e limitatamente al tragitto da casa a scuola o università.

2. Per avere diritto al beneficio di cui al precedente comma 1, lo studente dovrà presentare alla Ditta titolare del trasporto il certificato di residenza, il certificato di iscrizione alla scuola o all’università e il modello ISEE del nucleo familiare.

3. Sulla base della graduatoria che si determinerà a seguito di appositi bandi pubblicati annualmente dall’ADISU, saranno ammessi al beneficio gli studenti con un reddito familiare ISEE inferiore a 35.000 euro, fino all’esaurimento del fondo iscritto al bilancio.

Art 8 Diritto al lavoro

1. La Regione Puglia, nell’ambito delle proprie competenze costituzionali, intende promuovere l’occupazione dei giovani pugliesi, assicurando il diritto all’assistenza pubblica nell’accesso al mercato del lavoro e la trasparenza nella intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, un sistema di Formazione professionale continua e di qualità, la certificazione delle competenze non solo formali acquisite, ed il sostegno in percorsi di autoimpiego se coerenti con le aspettative di ciascuno. A tal fine la Regione, entro 30 giorni dalla approvazione della presente legge avvierà mediante appositi atti, un percorso di partecipazione e di ascolto di tutti i soggetti interessati e un percorso di concertazione con le parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

2. Al fine di dare attuazione ai principi di cui al comma 1, la Regione istituirà presso ogni Centro per l’Impiego pubblico della Puglia un Punto Giovani, che si occuperà , secondo modelli innovativi, delle attività di attivazione, accoglienza, presa in carico e profilazione dei giovani pugliesi. Per fare fronte a tal impegno aggiuntivo la Regione Puglia si impegna, in coerenza con il percorso di confronto con il Governo nazionale sulla attuazione della riforma dei servizi per il lavoro e compatibilmente con la ripartizione di competenze in materia, a favorire l’incremento della dotazione di personale dei Centri per l’impiego pugliesi. All’avvio della sperimentazione potranno concorrere le risorse rivenienti da fondi comunitari, nonché eventuali altre fonti di finanziamento statale. La Regione si impegna, altresì, a dare continuità alla esperienza della “Scuola Bollenti Spiriti” volta a formare la professionalità degli youth worker, soggetti capaci di cogliere le opportunità di progettazioni regionali, nazionali e comunitarie per l’attivazione di NEET sull’intero territorio regionale.

3. Il personale addetto al Punto Giovani di cui al comma 2 dovrà curare, secondo le modalità definite dalla Regione con successivo atto, la attivazione dei soggetti appartenenti alle fasce più lontane dall’accesso al mercato del lavoro, con particolare riferimento al genere, alla assenza di titoli di studio (laurea o diploma), al reddito familiare complessivo, valutati con meccanismi di profilazione di qualità, in grado di restituire una valutazione multidimensionale della condizione del giovane. Inoltre, in collaborazione con gli Youth worker di cui al comma precedente, dovrà operare per garantire la massima diffusione di attività di attivazione dei soggetti più deboli e distanti dal mercato del lavoro, anche mediante meccanismi di coinvolgimento di soggetti passivi e non interessati a percorsi di integrazione. In tale attività sarà assicurata la massima collaborazione con le competenti strutture regionali dell’Assessorato al Welfare.

4. Ai giovani che, a seguito della profilatura di cui al comma 2, presenteranno particolari condizioni di svantaggio, da definirsi con apposito atto, verrà riconosciuta, una dote occupazionale nella misura e con le modalità che verranno definita con apposito provvedimento di Giunta, e nei limiti degli stanziamenti annuali dei bilanci di previsione e dei finanziamenti europei, in caso di assunzione a tempo indeterminato da parte di un datore di lavoro avente sede legale o operativa in Puglia. La dote dovrà avere carattere realmente incentivante e selettivo, e risultare coerente con gli incentivi nazionali esistenti.

5. La Regione Puglia, riconosce il ruolo fondamentale dell’orientamento specialistico e si impegna a garantire a tutti i giovani pugliesi la opportunità di tali percorsi anche mediante strumenti informatici innovativi, strettamente collegati alla rete dei servizi pubblici per il lavoro mediante un insieme integrato di servizi interconnessi tra loro volto a migliorare l’accesso al mercato del lavoro.

6. La Regione Puglia intende garantire ai giovani una offerta di tirocinio realmente di qualità, a tal fine si impegna a prevedere idonei meccanismi di certificazione preventiva dei progetti formativi da parte di appositi soggetti certificatori, nonché una maggiore responsabilizzazione dei soggetti promotori. Entro 90 giorni dalla approvazione della presente legge si provvederà a dare attuazione a tale previsione con apposito provvedimento della Giunta regionale.

7. La Regione Puglia sostiene l’apprendistato come strumento privilegiato di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. In tale ottica e nei limiti di quanto previsto dalla normativa vigente e dalle Intese Stato-Regioni si impegna a rafforzare la formazione formale destinata alla acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali documentabili e verificabili. A tal fine entro 30 giorni dalla approvazione della presente legge sarà avviato un processo di concertazione che dovrà concludersi entro 90 giorni dall’avvio con la adozione di tutti gli atti idonei ad assicurare la piena fruizione dello strumento.

8. La Regione, nei limiti degli stanziamenti annuali dei bilanci di previsione e dei finanziamenti europei, si impegna a favorire una occupazione stabile e di qualità anche mediante la concessione di incentivi in favore dei soggetti ospitanti che, a conclusione del percorso formativo, assumano il tirocinante con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche nella forma dell’apprendistato, secondo le modalità che saranno definite con apposito provvedimento di Giunta regionale.

9. La Regione Puglia assicura mediante l’Osservatorio sul Mercato del lavoro il monitoraggio trimestrale dell’utilizzo dell’Apprendistato e del Tirocinio, così da fornire ogni utile elemento di valutazione sul ricorso a tali strumenti.

10. La Regione favorisce percorsi di mobilità transnazionale e transregionale assicurando, in collaborazione con le reti nazionali e comunitarie, per il tramite dei propri servizi per il lavoro, la verifica della qualità della offerta di lavoro e della sostenibilità economica della esperienza di lavoro o tirocinio.

Art 9 Diritto all’autoimprenditorialità
1. La Regione Puglia sostiene con apposite misure l’avvio e il consolidamento di imprese costituite da giovani.

2. Sono imprese costituite da giovani quelle che posseggono i seguenti requisiti:
– per le imprese individuali quelle in cui il legale rappresentante non superi i 40 anni di età
– per le società, quelle in cui i rappresentanti legali non superino i 40 anni di età e in cui il capitale sociale sia detenuto, per almeno il 51%, da soggetti che non superino lo stesso limite

3. Con apposito provvedimento di Giunta da emanarsi entro 90 giorni dall’approvazione della presente legge, la Regione individua le forme, le modalità di gestione e i soggetti attuatori, al fine di rendere effettive le iniziative di aiuto per l’autoimprenditorialità giovanile che possono consistere in:
– prestiti con condizioni e tassi di interesse agevolati e non conformi alle condizioni di mercato;
– garanzie con condizioni e premi non conformi alle condizioni di mercato;
– sovvenzioni e contributi a fondo perduto.

Art. 10 Interventi a favore dei giovani professionisti e lavoratori autonomi

1. Al fine di sostenere e consolidare l’attività di giovani professionisti e lavoratori autonomi la Regione Puglia costituisce un fondo regionale di rotazione per la concessione di agevolazioni finanziarie per i giovani possessori di partita IVA.

2. In particolare il Fondo di cui al comma 1 provvede alla concessione di garanzia per la concessione di prestiti d’onore destinati ai giovani professionisti di età inferiore ai 40 anni e finalizzati a supportare gli stessi per l’acquisto di strumentazione informatica o per l’acquisto e/o la ristrutturazione degli studi professionali.

3. Con provvedimento di Giunta da emanarsi entro 90 giorni dall’approvazione della presente legge, la Regione individua le forme e le modalità di gestione del Fondo di cui al comma 1.

Art 11 Diritto al credito

1. La Regione istituisce un fondo per il microcredito finalizzato a erogare, a giovani fino a 35 anni disoccupati, inoccupati o assunti con contratti atipici e non a tempo indeterminato, prestiti a condizioni agevolate finalizzati ad affrontare spese relative a beni primari quali la casa, la salute, la formazione nonché l’acquisto di beni strumentali che aumentino la occupabilità.

2. Con provvedimento di Giunta da emanarsi entro 90 giorni dall’approvazione della presente legge, la Regione individua le forme e le modalità di gestione del fondo di cui al comma 1.

Art 12 Diritto alla casa

1. Al fine di favorire l’autonomia abitativa dei giovani pugliesi la Regione istituisce un apposito fondo destinato ai residenti in Puglia di età compresa tra i 18 e i 35 anni che vivano presso il nucleo famigliare d’origine, per la concessione di contributi della durata di tre anni per il pagamento del canone di locazione per alloggi.

2. I contributi di cui al comma 1 saranno assegnati a seguito di appositi bandi che annualmente definiscano criteri, requisiti reddituali e modalità di erogazione.

3. L’amministrazione regionale è autorizzata a costituire, anche attraverso sue società in house, un apposito Fondo di garanzia destinato alla concessione di garanzie integrative, sotto forma di fideiussioni, a favore di banche e istituti di credito che accordino a giovani pugliesi mutui fondiari per l’acquisto, la costruzione, il completamento e il recupero di immobili, limitatamente alla prima casa.

4. Con apposito regolamento la Giunta disciplina forme, termini e modalità di funzionamento del Fondo di garanzia di cui al comma 3.

Art 13 Diritto alla mobilità

1. La Regione, in raccordo con le agenzie nazionali preposte, promuove e supporta le attività legate alla mobilità giovanile transnazionale, in coerenza con i programmi europei dedicati. Promuove e sostiene, pertanto:
a) scambi giovanili, attività di volontariato, progetti d’iniziativa giovanile, seminari e corsi transnazionali ideati, pianificati e realizzati dalle Università o dagli Istituti scolastici pubblici pugliesi oppure direttamente dai giovani e dalle loro associazioni;
b) esperienze di servizio civile all’estero in paesi in via di sviluppo o in zone di pacificazione, quale occasione privilegiata per sperimentare da parte dei giovani i valori costituzionali di solidarietà, di difesa civile non armata e nonviolenta e di costruzione del bene comune;
c) d’intesa con le agenzie nazionali preposte, il riconoscimento delle competenze e delle abilità acquisite in ambito non formale attraverso le attività di mobilità giovanile transnazionale.

Art 14 Diritto alla cultura

Art. 15 Diritto alla salute e a uno stile di vita sano

1. La Regione promuove l’informazione finalizzata all’adozione di stili di vita sani, nonché alla comprensione ed alla consapevolezza sui consumi ed i messaggi mediatici che li incentivano. Sostiene, pertanto:
a) progetti ed interventi finalizzati a responsabilizzare i giovani sui propri comportamenti e sui rischi possibili con un approccio globale ai fattori di rischio ed un’attenzione particolare alla sessualità, all’alimentazione ed al consumo di sostanze psicoattive, anche legato alle attività sportive;
b) in accordo con l’amministrazione scolastica e universitaria, la programmazione d’interventi di promozione alla salute, anche con specifiche attività di consulenza ed ascolto;
c) lo sport come diritto di cittadinanza e riconosce la funzione della pratica delle attività motorie, sportive e ricreative come strumento di formazione dei giovani, di sviluppo delle relazioni sociali, di tutela della salute e di miglioramento degli stili di vita;
d) la sperimentazione di équipe multiprofessionali e di forme di sostegno stabile alla continuità scolastica ed all’integrazione sociale e lavorativa dei giovani disabili al compimento della maggiore età;
e) l’attivazione di servizi socio-sanitari per i giovani. In particolare, agli studenti universitari fuori sede e comunque ai giovani che si trovano nel territorio regionale per motivi di studio o di lavoro, offre la possibilità – d’intesa con le ASL – di disporre di un medico di prossimità per le cure e le prescrizioni non specialistiche, senza rinunciare al medico di famiglia individuato nel comune di residenza.
f) favorisce interventi di sostegno per le giovani famiglie con bambini e le giovani madri sole

TITOLO III
STRUMENTI DI GOVERNO E PROMOZIONE DELLE POLITICHE GIOVANILI IN PUGLIA

Art. 16. Piano Triennale di Attuazione delle Politiche Giovanili.

1. La Regione predispone, con valenza triennale, il Piano di Attuazione delle Politiche Giovanili. Nel piano vengono definite:
– le priorità dell’azione regionale in tema di Politiche Giovanili nel periodo di vigenza del Piano;
– le modalità e i criteri di supporto alle iniziative, ai progetti, alle azioni integrate per i giovani predisposte dagli enti locali e dagli altri attori delle politiche giovanili;
– le iniziative e i progetti di competenza regionale;
– le iniziative di supporto alle politiche giovanili locali e regionali, finalizzate alla loro promozione su scala nazionale e internazionale, al raccordo e al miglioramento della qualità degli interventi;
– i modelli ed i sistemi di monitoraggio e verifica degli impatti;
-le attività di assistenza tecnica e di ricerca e studio connesse alla realizzazione degli obiettivi del Piano.

2. Il Piano viene elaborato annualmente dall’Assessore alle politiche giovanili ed approvato dalla Giunta Regionale pugliese.

3. Nell’elaborazione del Piano, la Regione:
– attiva forme di concertazione con gli enti locali e gli altri attori sociali;
– garantisce una ampia informazione preventiva sui contenuti;
– favorisce l’espressione e il recepimento delle istanze dei giovani in forma singola e associata, sperimentando metodologie di progettazione partecipata.

Art. 17. Piani di Azione Locale.

1. La Regione Puglia, in conformità all’ articolo 132 comma 1 del D. Lgs. 112/1998, supporta interventi integrati di politiche locali per i giovani (Piani Azione Locale Giovani) predisposti dalle Province e dai Comuni, nell’ambito delle rispettive competenze, con il concorso degli attori sociali e coerenti con la presente legge e con gli obiettivi e le priorità indicate nel Piano Triennale di Attuazione delle Politiche Giovanili.

2. In particolare la Regione Puglia favorisce le pratiche e le sperimentazioni locali, contenute nei piani di Azione Locale, che prevedano:
– processi di partecipazione delle comunità nella loro elaborazione e attuazione;
– il coinvolgimento diretto dei giovani nella ideazione e gestione delle attività;
– l’integrazione con servizi e iniziative già in essere;
– l’integrazione dei contributi regionali con altre fonti, iniziative o programmi di finanziamento.

3. La Regione promuove il raccordo e la messa in rete delle iniziative locali di politiche giovanili, la loro ampia pubblicizzazione presso il pubblico regionale, la valorizzazione delle esperienze di eccellenza e delle buone pratiche, l’interscambio di competenze e l’apprendimento orizzontale tra gli attuatori.

Art. 18. Dipartimento Regionale per le Politiche Giovanili.

1. La Giunta Regionale istituisce il Dipartimento Regionale sulle Politiche per i Giovani nei modi e nelle forme di legge.

2. Il Dipartimento adotta tutti i provvedimenti, le iniziative e le misure previste dalla presente legge, non espressamente riservati ad altri organi o soggetti.

3. Al Dipartimento regionale sulle politiche giovanili fa capo il Fondo regionale di cui al successivo art. 15.

Art. 19. Fondo Regionale per le Politiche Giovanili

1. E’ istituito il Fondo Regionale per le Politiche Giovanili.

2. Nel fondo confluiscono le risorse per il finanziamento dei provvedimenti, delle iniziative e delle misure previsti dalla presente legge. Alla dotazione finanziaria del fondo si provvede con la legge regionale di bilancio.

Fondazione Guglielmo Minervini

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