PARITÀ DI GENERE, LA CAMPAGNA TEDESCA SUI VESTITI DELLE DONNE

Il valore delle donne e il loro abbigliamento –Don’t measure a woman’s worth by her clothes” è il nome della campagna creata da Terre de femmes con l’obiettivo di sensibilizzare verso la parità di genere attraverso l’idea che si ha sui vestiti delle donne. Terre de femmes è stata fondata ad Amburgo nel 1981 e si occupa dei diritti della donne e della parità di genere. L’organizzazione promuove la collaborazione internazionale con altre associazioni che si occupano della parità tra i sessi, cerca di combattere la pratica delle mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati, la tratta delle donne, la prostituzione forzata e la violenza domestica. “Don’t measure a woman’s worth by her clothes” vuole far capire che il valore delle donne non dovrebbe mai essere misurato sulla base dell’abbigliamento, sulla base di una scollatura o dell’altezza dei tacchi.

I vestiti non definiscono una persona – I disegni utilizzati per la campagna per la parità di genere “Don’t measure a woman’s worth by her clothes”, sono stati realizzati dagli studenti della Miami Ad School (Amburgo) e da Theresa Wlokka. I manifesti, ponendo un metro immaginario sui corpi delle donne, mostrano come la considerazione che si ha su di loro cambi in base alla lunghezza delle loro gonne, alla profondità della loro scollatura o all’altezza dei loro tacchi. Questo metro metaforico dimostra quanto siano inopportuni i pregiudizi sulle donne quando i vestiti vengono estrapolati dal contesto. L’organizzazione per la parità di genere Terre de femmes sottolinea che alcune donne non possono essere considerate promiscue, in cerca di rapporti sessuali o “provocanti” solo perché indossano un paio di tacchi alti o dei leggings (leggi qui della blogger che ha smesso di indossare i leggings per non provocare gli uomini).

I corpi delle donne – La campagna promossa dall’organizzazione tedesca toccherebbe un altro punto fondamentale riguardo la considerazione che si ha sull’abbigliamento delle donne applicato erroneamente alla loro personalità. Purtroppo è ancora frequente l’idea che la violenza sessualeverso le donne possa essere in parte giustificata dall’abbigliamento che queste indossano. Sono frequenti gli attacchi ai corpi delle donne e al loro abbigliamento (leggi quello verso Michelle Obama) ma, per fortuna, sono frequenti anche i tentativi di scardinare questa idea. Celebri sono due recenti manifestazioni: quella di alcuni uomini afghani che hanno sfilato indossato il burqa a favore dei diritti delle donne (leggi qui); quella in cui migliaia di uomini turchi sono scesi per le strade indossando la minigonna, indumento ingiustamente incolpato per giustificare gli stupri.

Articolo originale di Isabella Stigliano qui

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