Pensavamo fosse una scuola

Anche gli ultimi partecipanti sono partiti, oggi.

Tra le bancarelle di cianfrusaglie di Antigua ed un caffè al bar di ExFadda ci siamo abbracciati e salutati, promettendoci di vederci presto e di imbastire nel prossimo futuro progetti comuni.

Francesco Ciarrocchi e Barbara Scarpantoni sono partiti per le Marche, questo autunno lanceranno il loro community hub. Alessandra Taddeifinalmente è venuta a San Vito, mette nello zaino entusiasmo e disponibilità da riportare nella sua attività sociale e politica. Angelica Villa e Giulia Capodieci sono tornate a Milano per rituffarsi con nuove idee in testa negli spazi dell’ex acciarieria riqualificata in cui lavorano. Chissà invece Enrica Bridget Colucci JonesGiuseppe Dustè Dagostino e Davide Valentino cosa si inventeranno a Cerignola nel loro spazio autogestito. Mirella Maturo è ripartita alla volta del Trentino dove lavora per sostenere il volontariato locale, ma il suo cuore batte nel Sannio dove sogna di tornare per rivitalizzare la sua comunità di origine. Francesco Giannini si ferma qualche altro giorno, oramai qui a San Vito è di casa, aspettiamo la sua laurea per ragionare insieme sul da farsi a queste latitudini. Tommaso Goisis e Germana Pignatelli hanno preso fiato dall’impegno senza sosta nelle pubbliche amministrazioni in cui lavorano: uno consulente a Milano, l’altra assessore a Noicattaro, avranno di che ragionare e mettere in pratica sui temi delle politiche pubbliche condivise. Emanuele Lazzarini torna a occuparsi di benessere organizzativo: nell’informalità e nell’amicizia siamo stati bene in questa settimana, speriamo sia utile al suo lavoro. Donatella De Vito rientra a Minervino di Lecce, mi sembra porti con sé una buona energia: dovrà far evolvere una storia d’amore incarnata in un servizio per minori a rischio in una impresa sociale generativa. Può farcela, con l’aiuto di tutti noi. Flavia Luna porterà ciò che ha imparato sul lavoro di comunità nell’esperienza di un laboratorio rurale nel basso Salento, grazie a Fabiana Fassi e alle altre che l’hanno scelta e sostenuta per prendere parte a questa esperienza.
Valentina Romanin torna all’Università di Venezia per continuare il suo laboratorio di innovazione sociale, speriamo che tutta la nostra praticoneria le sia utile. Francesca CavalloLivia Paola Addante e Pierpaolo Faviariprendono il loro lavoro sui quartieri della periferia di Bari, l’educativa di strada ha straordinario bisogno di innovazione e prospettive.
Claudio Masiello (una sorpresa) e Leonardo Lococciolo (una conferma) sono di San Vito, il viaggio lo fanno a casa loro e speriamo che nuovi fiori e piante sconosciute sboccino ancora in questa disorganizzata foresta che abbiamo scelto come casa.

La prima edizione di MAIEUTICA, la Scuola dell’ExFadda, è finita. Le conversazioni nel gruppo della Scuola si riempiono di ringraziamenti collettivi e prime nostalgie, tipiche delle esperienze che hanno colpito nel segno. Marco mi guarda contento e mi fa “Sono felice”. Vuol dire che è andata bene, probabilmente oltre ciò che ci aspettavamo.

Abbiamo fatto una Scuola per non smettere di imparare, per metterci in discussione, per innovare i nostri processi, per costruire una comunità di conoscenza e di pratiche.

L’apprendimento non è (solo) una variabile dipendente dalla qualità o dalla quantità dei contenuti proposti, non è diretta conseguenza di un palinsesto di lezioni ben articolate, ma (sopratutto) l’effetto di clima che si genera, di una particolare chimica che monta ad un certo punto all’interno del gruppo. Come quando la pista da ballo si riempie, le conversazioni si moltiplicano, e tutti si divertono. Annibale la chiama “l’arte di organizzare le feste”, quella particolare propensione a creare uno spazio ed un tempo in cui le persone sono contente di essere lì, delle persone che possono incontrare, di portare qualcosa da bere, di esibire il loro passo migliore. L’apprendimento è relazione, condivisione circolare di risorse, racconto, capacità di generare nuove storie, stare insieme: docenti, tutor, partecipanti, passanti, lavoratori, volontari, conoscenti, attivisti, amici, parenti.

La didattica migliora la sua efficacia se mescolata con la ricerca e con lo sviluppo: abbiamo preso un pezzo della comunità di ExFadda e lo abbiamo aperto alla riflessione condivisa, in una logica di mutuo apprendimento. Pratica in cerca di teoria, appunto. Come possiamo migliorare l’impatto del nostro ristorante sociale? Ci sono stati assegnati 50 ettari di uliveti e vigneti confiscati alla mafia: come possiamo creare una comunità attorno a questa azienda? Un nuovo servizio ambientale gestito dai cittadini: è utile e sostenibile? La musica popolare a San Vito dei Normanni può diventare l’elemento identitario della comunità su cui costruire una strategia di attrattività del territorio?

Maieutica è partita da queste domande: faremo tesoro di ogni riflessione, idea, processo messo a punto dalla Scuola. Ha ragione Montale (grazie Paolo Venturi per avercene messo a parte): la sola speranza è l’imprevisto, e Maieutica è la ricerca dell’inciampo, del non atteso, della consapevolezza che il caos non si amministra, al massimo si surfa come un’onda.

Grazie a Marta CoruboloLuigi CorvoAndrea Bartoli e Florinda Saieva, Vincenzo Linarello, Paola Pauline Leone per il racconto della sua impresa culturale in carcere, Angelo CleopazzoRosa VaglioDanio Aloisi di SfruttaZeroAntonio Spera Detto Tonino per aver seguito con passione e metodo il gruppo di lavoro su XFOOD Ristorante Sociale e per averci raccontato Avanzi Popolo 2.0 , Roberto Paladini di CulturAmbiente Groupper aver guidato il gruppo di lavoro sul servizio ambientale di comunità e averci fatto correre il rischio di saltare in aria, Peppo Grassi del Circolo Mandolinistico di San Vito e Vince Gagliani di World Music Academy per aver condotto il gruppo sulla musica popolare nelle tradizioni più autentiche di San Vito dei Normanni, Gianluca Sciannameo e tutto lo staff di ComunicareilSociale.it per aver affrontato con stile e leggerezza il racconto dell’esperienza.

Grazie a Damiano Petruzzella, Annarita AntonelliMichelangelo De Palmaper aver condiviso la necessità di uno spazio di apprendimento collettivo e di scambio.

Grazie a Ginevra Errico per l’attenzione ai dettagli e le lacrime di gioia.

Grazie a Gigi Lanzilotti e Hossine Jady (insieme alla sua famiglia) per aver creato l’agio necessario a che tutto si potesse fare con scioltezza.

Grazie a Vito Valente per la costanza e la disponibilità.

Grazie a Madera Bike e alla Cooperativa Thalassia per le biciclette. Grazie a Alessandra Francavilla di Faddanza per la lezione di pilates e a Claudia Lovato di Padma per la lezione di yoga.

Grazie allo staff di ExFadda Caffè e allo staff del Ristorante Sociale XFOOD: tutto è andato per il meglio anche per il vostro impegno e la vostra cordialità.

Grazie a chi è passato anche solo per un giorno, raggiungendo San Vito dei Normanni da tutta la Puglia e da tutta Italia.

Un passo indietro, solo per prendere la rincorsa!

“Prima del viaggio si scrutano gli orari,
le coincidenze, le soste, le pernottazioni
e le prenotazioni (di camere con bagno
o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
si consultano le guide Hachette e quelle dei musei,
si cambiano valute, si dividono
franchi da escudos, rubli da copechi;
prima del viaggio s’informa
qualche amico o parente, si controllano
valige e passaporti, si completa
il corredo, si acquista un supplemento
di lamette da barba, eventualmente
si dà un’occhiata al testamento, pura
scaramanzia perché i disastri aerei
in percentuale sono nulla;
prima
del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che
il saggio non si muova e che il piacere
di ritornare costi uno sproposito.
E poi si parte e tutto è O.K. e tutto
è per il meglio e inutile.
E ora, che ne sarà
del mio viaggio?
Troppo accuratamente l’ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
che è una stoltezza dirselo”

Eugenio Montale

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