Photography in the age of the extreme present – Masterclass di A. Ottomanelli a IGNOTI ALLA CITTA’

Photography in the age of the extreme present – Masterclass di ANTONIO OTTOMANELLI

La masterclass di ANTONIO OTTOMANELLI si terrà  a partire dalle 18.00 di mercoledì 5 luglio nell’ambito della prima giornata di IGNOTI ALLA CITTA’. LA PERIFERIA SI FA (UN) CINEMA. L’ingresso è gratuito (fino a esaurimento posti), ma è necessaria la prenotazione compilando questo form

La fotografia è costante tentativo di avvicinamento al reale. Permette l’esercizio di nuove distanze e la conquista di inaspettati avamposti di osservazione frontaliera; da cui osservare i segni delle tensioni che determinano gli equilibri e le condizioni identitarie del paesaggio contemporaneo.

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L’evoluzione tecnologica dell’ultimo ventennio ha permesso l’individuazione di nuove frontiere del reale, la determinazione di nuovi paesaggi del nostro quotidiano. In queste nuove dimensioni, in questi nuovi paesaggi, sono nati complessi sistemi culturali, economici e politici; sono cresciute intere città e caleidoscopi sociali.
Questa realtà è diventata il principale oggetto di indagine, racconto e progettazione. Così anche l’architettura, il design e le arti visive hanno sviluppato pratiche e dispositivi utili alla documentazione e alla progettazione di questa realtà digitale, elaborando una solida iconografia di questo paesaggio immateriale. Questi dispositivi e queste pratiche hanno maturato e conquistato una specifica distanza dal paesaggio sinora conosciuto, contribuendo ad un progressivo e diffuso disinteresse nei confronti dei luoghi in cui la maggior parte di noi tutt’ora vive.

Negli ultimi dieci anni questo nuovo paesaggio ha ampliato i suoi confini fino ad avvicinare e infine diffondersi nella totale grandezza e molteplicità del paesaggio materiale. Le culture, le economie e le politiche dei due mondi si sono così confuse generando conflitti e tensioni ancora in corso.
E’ ora in atto una tendenza crescente, che nasce da un bisogno di ritorno al reale; nuove traiettorie teoriche e operative, che incidono la forma di un quotidiano inedito. Un paesaggio ibrido, doppio, in via di definizione.

Quali storie, forme, fenomeni e relazioni sono identificate, oggi, con il termine paesaggio?
In questa realtà assolutamente nuova, i cui equilibri sono in costruzione, qual è il ruolo ed il valore della fotografia? Quali metodologie progettuali adotta e quali reciprocità disciplinari costruisce?
La Masterclass sarà occasione per tentare una risposta a questi interrogativi; darà spazio ad un eccezionale esercizio semiotico, di rivoluzione della significazione dei termini paesaggio e fotografia; utile a trasformare lo sguardo e le convinzioni comuni e triviali che associamo ad essi, per immaginare nuovi valori, nuove economie e nuove reciprocità disciplinari a partire dall’osservazione della fotografia e dal suo paesaggio estremo.

Antonio Ottomanelli, architetto e fotografo (Bari 1981). Studia Architettura a Milano e Lisbona. Fino al 2012 è professore aggiunto presso il Politecnico di Milano. Nel 2009 fonda IRA-C, piattaforma pubblica per la ricerca nel campo delle strategie urbane e sociali.

ANTONIO OTTOMANELLI E’ curatore capo di Planar, centro di ricerca sulla fotografia contemporanea con sede a Bari. Ha realizzato reportage in contesti di crisi in Italia e all’estero ed è attualmente impegnato nello studio e nella documentazione della condizione delle città e dei territori in stato di conflitto, con particolare attenzione agli effetti del rapporto contemporaneo tra le strategie di tutela della sicurezza collettiva e le forme di tutela della libertà privata. Negli ultimi quattro anni ha lavorato in Afghanistan, Iraq e Palestina. I suoi lavori sono stati pubblicati in riviste di architettura e geopolitica quali Area, Abitare, AR, Domus, Internazionale; suoi scritti sono stati pubblicati su riviste di arte e politica come Alfabeta2. Il suo lavoro è stato presentato in numerosi festival internazionali: Berlino 2010, circuito ARIA project; Perugia 2011-12, Festarch II e III edizione; Sao Paulo – Brasile 2012, São Paulo Calling; Biennale di Dallas 2012; Arles 2012 rencontres d’arles, nuit de l’année; Istanbul 2012, I Biennale del Design. Ha ricevuto due menzioni d’onore – Architettura e Arte – all’Internatonal Photography Awards Lucie Foundation 2011. è stato recentemente pubblicato da Endless Delight Publishing, con un testo introduttivo di Joseph Grima, un volume che raccoglie le opere della serie Big Eye Kabul. Ha esposto in diversi musei e gallerie, in forma collettiva o personale (“Cartography of the unseen”, a cura di Yael Eylat Van-Essen, Research Gallery, Holon Institute of technology, Holon, Israel, 2013; “Aldo Rossi, idea dell’abitare”, a cura di Claudia Tinazzi, Casa Testori, Milano, 2013; “Primavisone”, a cura di Grin gruppo redattori iconografici nazionale, Galleria Belvedere, Milano, 2012). Nel maggio 2013 è stata presentata alla Triennale di Milano la prima personale italiana dell’autore, dedicata al progetto “Collateral Landscape”. E’ tra gli autori segnalati per l’edizione 2014 dell’International Award for Excellence in Public Art e per il Future Generation Art Prize – Victor Pinchuk Foundation. Il suo progetto The Third Island è stato presentato in mostra all’interno della sezione MONDITALIA alla XIV Mostra Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia, curata da Rem Koolhaas. E’ direttore scientifico del progetto The Third Island, Festival Internazionale organizzato da IRA-C a Reggio Calabria; promosso da Contship Italia SpA in occasione del 50° anniversario della A3 Sa-Rc; un anno di studio interdisciplinare e discussione pubblica sul tema delle grandi opere in Italia. Vive tra Milano e Bari

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