Pinocchio Nero, uno spettacolo per l’integrazione

Il teatro come strumento per avvicinare i ragazzi e renderli partecipi della comunità. L’esperimento di Amref Health Italia nato dieci anni fa nelle immense baraccopoli della capitale keniana è giunto nella periferia romana dove l’alto tasso di abbandono scolastico si accompagna al disagio sociale che coinvolge soprattutto i giovani stranieri

“Non siamo spazzatura”. Lo spettacolo “Pinocchio nero” di Baliani nasce in Kenya, a Nairobi, con l’obiettivo di recuperare i ragazzi di strada. Ispirato al lavoro di Collodi, il tema centrale della rappresentazione è la metamorfosi: i giovani, attraverso un lungo percorso smettono di essere rigidi burattini di legno e, recuperata la loro identità, tornano ad essere bambini. Grazie al successo dell’iniziativa, lo spettacolo è arrivato anche in Italia.

Da Nairobi a Roma. Sulla scia dei risultati ottenuti in Kenya, Amref ha ideato il progetto “Pinocchio nero- campi scuola a teatro”, dedicato ai ragazzi delle periferie della capitale dove le piaghe del disagio e dell’esclusione si ripercuotono sullo sviluppo dei più piccoli.  L’iniziativa intende avvicinare gli studenti dei quartieri ad alto rischio di marginalità sociale al teatro, sperimentando metodi alternativi per relazionarsi con l’altro e percepire il proprio corpo.

Il progetto. Le classi che hanno partecipato dall’ottobre 2014 al maro 2015 sono 16, quattrocento studenti di quartieri come Quarticciolo, Torpignattara, Tor Bella Monaca, Villaggio Prenestino, Torsapienza, Massimina, Pantano di Grano e Lido di Ostia. Gli incontri nelle scuole mostrano il lavoro svolto a Nairobi e fanno riflettere gli studenti su temi come l’esclusione e il disagio. Nei teatri del quartiere sono allestiti dei “Campi scuola” dove gli studenti, assieme a educatori e insegnanti, esplorano il linguaggio teatrale attraverso giochi e lezioni che terminano con la “restituzione” di ciò che hanno imparato davanti ai genitori.

Dalla scuola al teatro e viceversa. In Italia l’abbandono scolastico riguarda il 17% della popolazione, una percetuale che supera la media europea del 12,7% (dati 2012). Il fenomeno colpisce soprattutto gli studenti stranieri che stando ai dati del ministero dell’Istruzione nel’84,5% dei casi sono a rischio abbandono. Le cause sono molte, tra queste anche la mancanza d’integrazione dovuta a volte alle barriere linguistiche che portano gli studenti all’isolamento. Per questo il progetto propone un nuovo mezzo di comunicazione, per trasformare giovani in difficoltà in bambini liberi.

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