Postcards from Pripyat, Chernobyl

Quando la natura si riprende i suoi spazi.

“Abbiamo trascorso la settimana insieme esplorando Chernobyl e la città vicina abbandonata di Pripyat. C’era qualcosa di sereno, ma molto inquietante in questo posto. Il tempo si è fermato e ci sono i ricordi di avvenimenti del passato che galleggiano intorno a noi” Danny Cooke

Il nome di Černobyl’ divenne famoso in tutto il mondo dopo il 26 aprile del 1986. 

Durante l’esecuzione di un test nella centrale elettronucleare, nel corso di una simulazione di guasto al sistema di raffreddamento, le barre di uranio del nocciolo del reattore nucleare si surriscaldarono fino alla fusione del nocciolo del reattore nº 4, con due conseguenti esplosioni (non nucleari, ma con effetto 100 volte superiore a quello di Hiroshima e Nagasaki, se messe assieme in termini di contaminazione ambientale), che fecero scoperchiare la copertura e disperdere nell’atmosfera grandi quantità di vaporecontenente particelle radioattive.

Si levò una nube radioattiva, che il vento portò in tutta Europa e che raggiunse il Mediterraneo nei successivi 14 giorni. La pioggia contribuì poi a riportare a terra le particelle radioattive, che possono essere rilevate ancora oggi con un contatore Geiger a circa 10 centimetri sotto la superficie. 

@dannycooke

For the full story cbsnews.com/news/chernobyl-the-catastrophe-that-never-ended/

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