Il primo terremoto di Internet

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Il primo terremoto di Internet.
Facebook, twitter, blog e social network: 
le nuove comunità narrative tra conformismo e sovversione

La pratica più caratteristica del Web 2.0 è la scrittura e in particolare blog e social network sono l’espressione di una scrittura che, il più delle volte, assume la forma della narrazione: raccontiamo di noi, della nostra esistenza, ma esprimiamo anche il nostro punto di vista rispetto a grandi eventi sociali, politici, economici di cui siamo testimoni/attori e che ci attraversano, con un’influenza più o meno grande sulla nostra vita.
Ma in quale modo queste narrazioni private – ad esempio gli status su Facebook – riescono a farsi collettive?
Possono i social network narrare a più voci un evento, elaborare un trauma e riuscire a diventare un piano alternativo e parallelo rispetto al flusso di informazioni controllato dai media tradizionali, fino a produrre forme attive di resistenza e controinformazione?

“Viene naturale pensare al potenziale «politico» che questi strumenti contengono: così è stato, ad esempio, con l’uso «sovversivo» della rete, e in particolare di un social network come Twitter, nelle proteste iraniane”. (Marco Rovelli).

Ma quale lingua parla internet?
Quando scriviamo un post sul nostro blog o sulla nostra pagina facebook semplifichiamo e riduciamo la ricchezza espressiva del linguaggio? Quando usiamo i social media stiamo rinunciando a coltivare relazioni nel mondo reale a favore di “amicizie” che più che tali possono dirsi contatti virtuali e inautentici? Oppure il web avvicina persone reali e organizza le diverse narrazioni in un’intelligenza collettiva, complessa e fortemente generativa di contenuti, di sapere, di forme di resistenza e di socialità? E se è così, in quale modo, raccontando, riusciamo a prenderci cura di noi stessi e della comunità e a renderci un soggetto collettivo-attivo?

Con MASSIMO GIULIANI parleremo di come la narrazione, attraverso la costruzione e ricostruzione di sé, sia terapeutica e capace di produrre appartenenza e comunità e di come il web possa farsi strumento di socialità, di verità e di cura. Di come facebook, twitter, i blog e i social media in genere, hanno ribaltato le logiche tradizionali della comunicazione e dell’informazione, ma anche dei limiti e del pericolo di frammentarietà all’interno nelle nuove comunità narranti. E parleremo anche di tante altre cose.

Massimo Max Giuliani è psicologo e psicoterapeuta. È autore di libri e articoli di psicoterapia e membro della redazione della rivista scientifica “Connessioni”. Da terapeuta relazionale ha cominciato a occuparsi della cultura ipertestuale e del modo in cui questa riconfigura le relazioni umane. Cura la rubrica “Linguaggi della rete” sul quotidiano Bresciaoggi. Il suo sito è www.massimogiuliani.it, il blog èmassimogiuliani.wordpress.com E’ l’autore di “Il terremoto di Internet. L’Aquila: blog, social network, narrazioni del trauma nello show della “ricostruzione” (2012).

A dialogare con lui ci saremo noi di Cooperativa Camera a SudFelice Di Lernia, antropologo, esperto di epistemologia della cura e di etnografia urbana che da anni si occupa di pratiche di cura e narrazione, autore con La Meridiana di “Ho perso le parole. Potere e dominio nelle pratiche di cura” (2008). Il suo blog è http://curacultura.wordpress.com/

Appuntamento a Camera a Sud il 26 ottobre 2013 alle 19.00 per discuterne insieme.
Vi aspettiamo!

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