Progetto: L’ascolto, l’aiuto, la rete. Counselling, helping, networking.

COSA
Sportello di counseling e consulenza psicologica, presso il P.O. “G. Tatarella” di Cerignola e la M.M.G. Soc. Coop. (rete medici di base) di S. Ferdinando, rivolto agli attori del sistema sanitario: operatori sanitari, pazienti e familiari. Il focus dell’intervento è la persona che viene facilitata nella mobilitazione delle risorse per affrontare, nel modo più adattivo possibile, la situazione relativa alla gestione di un disagio o di un malessere.
Il gruppo mette insieme due diverse, ma, integrate professionalità che lavorano sia sul versante circoscritto al problema contingente, che sulla persona nella sua interezza.

CHI
il counsellor biosistemico è capace di stare negli interventi che hanno al centro storie di malati: i diabetici, i malati di tumore o i dializzati; persone che cambiano improvvisamente ruolo sociale e non in maniera transitoria, ma definitiva e devono rielaborarsi in questo nuovo status. Il lavoro del counselor è fondamentale per aiutare la persona che entrare nella patologia, ad accettare questa nuova condizione nella maniera più serena possibile.

La Psicoterapeuta con l’utilizzo di strumenti mirati, primo tra tutti l’empatia, fondamentale per aiutare la persona, riconosciuta nella sua unicità, nel suo personalissimo dolore. La comunicazione psicologica è fondamentale in moltissime situazione legate al mondo della salute e della malattia: a partire dalla comunicazione di eventi spiacevoli o tragici, all’informazione sui rischi di un intervento, oppure per aiutare il paziente a prendere una decisione difficile. In questo tipo di approccio, in cui si entra in contatto diretto con il vissuto psico-soggettivo legato al problema di salute (illness), la figura del counselor è fondamentale, infatti conoscere la struttura della personalità del paziente, capirne le aspettative intime, i desideri e le paure è un compito affidabile solo ad una figura professionale che ha sviluppato profonde capacità di empatizzazione ed eterospezione.

PERCHE’
As–Culto nasce da mission comuni, saperi e saper – fare affini in grado di riattivare un telòs antropologico che restituisca all’uomo la propria centralità. H. Peplau nel 1952 affermava che “l’infermiere deve capire i proprio comportamento per aiutare gli altri a riconoscere i propri bisogni”.Secondo l’OMS, il counselor incoraggia la persona, in momenti di crisi, a cambiare stile di vita, proponendo comportamenti realistici e incrementando l’autonomia per renderla capace di una vita socialmente integrata.
L’idea lancia una proposta concreta per introdurre la figura del counselor nel sistema sanitario, si vuole frantumare il mito dell’appartenenza al gruppo dei curanti per guadagnare un’alleanza con il paziente, da qui, il lavoro con gli attori del sistema si fa necessario per giungere ad una comprensione condivisa del problema.

La Salutogenesi

La salute si promuove anche con interventi rivolti alla produzione e riproduzione delle condizioni soggettive della salute umana, occorre infatti che ogni persona acquisisca i saperi, le competenze e la sensibilità della salute, disponendosi a cooperare al grande progetto mondiale di promozione del benessere.
A tal fine è essenziale mettere in grado le persone ad imparare durante tutta la vita, a fronteggiare i cambiamenti legati a lesioni e a malattie croniche. Ma è necessario anche, mettere in moto, all’interno della comunità e dei suoi ambienti di vita, catene di trasformazioni virtuose orientate alla promozione della salute.
È in questo contesto che è importante l’apporto del counselor in un’ equipe multidisciplinare. In molti casi sono i medici a chiedere un supporto per i loro pazienti; più raramente è il paziente stesso a rendersi conto di averne bisogno. Anche a livello istituzionale ci si rende conto dell’efficacia di tali interventi in termini di miglioramento della qualità e umanizzazione dell’assistenza.

Finalità del nostro progetto
– Favorire la comunicazione e lo scambio emozionale tra pazienti, operatori sanitari, famigliari.
– Gestire il disagio emotivo, psicologico, relazionale nei pazienti, nei loro famigliari, che ugualmente risentono dell’impatto con l’evento “malattia”, e negli operatori sanitari.
– Collaborare alla formazione delle diverse figure sanitarie.
– “Umanizzazione del sistema di cure” (P.R.S.)

Obiettivi per gruppi target e aree di lavoro

Con Pazienti
• supportare il paziente nella gestione dell’impatto con la malattia e nel conseguente disagio emotivo e psicologico;
• individuare i bisogni, riconoscere ed esprimere sentimenti ed emozioni;
• favorire l’adattamento alle condizioni imposte dalla malattia e l’accettazione della sofferenza.
• attivare le risorse interne ed esterne favorendo il processo decisionale;
• maggiore compliance

Con i loro Familiari
• aiutare a gestire il disagio;
• favorire la comunicazione all’interno della famiglia;
• sostegno nella fase di accettazione della diagnosi;
• sostegno alla sofferenza emotiva;

Con Operatori sanitari
• migliorare la relazione con i pazienti ;
• sviluppare un saper fare nella relazione di aiuto con i pazienti;
• migliorare l’efficacia degli interventi e la comunicazione d’équipe;
• evitare i fenomeni di burnout;
• potenziare le capacità di lavorare in equipe e in rete;
• gestione dello stress;

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