RIDERE FA MALE. SE SMETTI.

RIDERE FA MALE.
SE SMETTI.

Percorso esperienziale dedicato alla parte più seria della vita:
la possibilità di poterne ridere

CONDUCE: Michele Galgani
psicologo, psicoterapeuta, psicòmico

Il ridere è una “cartina tornasole” dello stato di salute psico-fisica di una persona. Quando il riso aumenta in quantità e qualità, la vita migliora, quando è assente per molto tempo la qualità della vita ne risente in modo evidente.
Ridere aiuta a guarire le ferite e a stare meglio in quello che si fa: nonostante ciò molte persone ridono poco, spesso prevalgono risolini, risate isteriche, sorrisi forzati, ma si presentano raramente quelle belle risate “di pancia”.
Ridere fa così bene, perché è l’atto finale di un percorso, anche molto breve, che ci ha visti in qualche modo protagonisti meravigliati e interessati al mondo, rinnovati nelle possibilità di viverlo. E poi ridere fa bene perché provoca iniezione di energia e di movimento in corpi o in relazioni fino a poco prima statici. Ridere avvicina alla parte più profonda e vera di sé stessi, migliora la qualità delle relazioni, avvicina le persone, le rende più disponibili verso gli altri e allontana o addirittura sconfigge il dolore e la sofferenza. Infine, ridere stimola la creatività, ovvero la capacità di utilizzare ciò di cui si dispone per farci cose nuove, più belle e utili.
Se ridere ha tutti questi benefici, rinunciarvi non conviene. Può fare davvero molto male. Chi lo fa è costretto a farlo da qualcosa che lo distrae fortemente, che lo costringe ad avere altre priorità, o perché è stato educato a rinunciare a tutto ciò che può condurre al riso, come il gioco.
Un percorso di formazione può dunque essere di aiuto per recuperare questa parte della propria esistenza, allenarla, trovando il personale modo di giocare, guardare il mondo da diversi punti di vista e, mentre ci si lascia stupire, provare a notarne i lati più insoliti, imprevisti, intriganti.

Il seminario

Il principale obiettivo del seminario è quello di aiutare i partecipanti a scoprire e riscoprire il personale rapporto con la voglia e capacità di stupirsi, di giocare con le cose che si hanno a disposizione, e di lasciarsi pervadere da quell’energia così importante e vitale che si sprigiona ogni volta che un imprevisto non pericoloso e ricco di nuove conoscenze fa cambiare punto di vista.
Il partecipante verrà aiutato a coniugare gli aspetti della risata che più o riguardano con la propria vita quotidiana, affinchè la risata, ma in particolar modo il percorso che conduce ad essa, possa essere applicato, tradotto e reinventato in ogni circostanza lo si desideri o nella quale la si ritenga utile. Ridere fa bene alle relazioni, con sé stessi e con gli altri, pertanto non vi è ambito nel quale non o si possa fare o non vi sia addirittura una estrema necessità di coltivarlo.

Metodologia

Il corso propone molte esperienze pratiche alternate ad alcune riflessione teoriche. Il gruppo verrà accompagnato in una successione di giochi atti a sciogliere le tensioni, a testare da subito le qualità e le disponibilità, mirati ogni volta a dare la possibilità a ciascuno di esprimersi per quello che è attraverso lo specchio della risata.
I giochi saranno di tipo fisico, di movimento, di improvvisazione, di narrazione, attraverso l’uso della parola, dei gesti, del suono o del silenzio. Le persone saranno accompagnate nella ricerca dei propri confini, dei propri bisogni e delle qualità che, se lasciate fiorire, possono darvi una risposta.
Il conduttore farà molto affidamento alla capacità generativa che il gruppo, in quanto organismo vivente, ha di suo, ma sarà garante, stimolo e contenitore dell’espressività e dell’emotività di ciascun membro.

Per info su costi e modalità di iscrizione:
0575.555063
san.pancrazio@spancrazio.it

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