RIFLESSI SULLO SCHERMO. 13a Rassegna internazionale Cinema Scuola

“L’immaginario è anche quello che occorre ritrovare
proprio per non farsene inghiottire.”
Christian MetzSono tanti gli schermi su cui ogni giorno si riflette la nostra immagine, le immagini del mondo, la nostra immagine di mondo. Smartphone, tablet, iPad, TV, computer, cinema, megastore di comunicazione continua. Abbiamo maggiori informazioni? Riusciamo a recuperare più verità per costruire unnostro punto di vista più complesso? Sembra di no. Abbiamo moltiplicato le stesse immagini, le stesse identiche informazioni, come in quel gioco di specchi in cui la nostra immagine si ripete all’infinito, ma è sempre la stessa, unica immagine. Illusione di libertà, illusione di socialità in cui i confini tra realtà e finzione sono sempre più sottili. Il mediorama, come lo definisce Arjun Appadurai. E il cinema, da sempre considerato specchio privilegiato della realtà e dell’immaginazione, come si pone tra i tanti schermi e riflessi a nostra disposizione? Riesce ancora a conservare quel potere di magia, di introspezione, di immaginario individuale e collettivo, di creazione di visioni e interpretazioni del mondo che l’hanno reso arte feconda negli anni passati? La risposta per noi che lavoriamo sul confine tra arte cinematografica e pedagogia, è si. A condizione che si cerchino opere che raccontino il passato, il presente, il futuro con linguaggi ricercati, a volte sperimentali, a volte più tradizionali attraverso cui provare a interpretare fenomeni, fatti, dati, umori, sentimenti, ideologie, cambiamenti. Opere che mostrano conflitti ma che suggeriscono anche possibili soluzioni lasciando la libertà allo spettatore di farsi una propria idea, di collegare esperienze, conoscenze. Opere che riescano a trovare in una società altamente tecnologizzata quel senso di umanesimo che ci rende ancora unici, come persone e come spettatori. I film che abbiamo scelto vanno in questa direzione e offrono una possibilità ai ragazzi soprattutto, non solo di riflettersi sugli schermi che già conoscono ma anche di riflettere su ciò che osserviamo, sentiamo, viviamo, conosciamo o potremo conoscere. Perché non vediamo solo ombre nella caverna.
Buone visioni!
Rosa Ferro
direttrice artistica

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