Strane straniere – La seconda vita di Sonia

Strane straniere è un documentario diretto da Elisa Amoruso, nato dal progetto dell’antropologa Maria Antonietta Mariani. Racconta di cinque donne – Radoslava Petrova, Sihem Zrelli, Ana Laznibat, Ljuba Jovicevic e Sonia — arrivate in Italia da paesi diversi. Donne che nel nostro Paese si sono reinventate, aldilà di ogni pregiudizio. Trasformando le debolezze in forza. Il progetto è nato nell’ambito della più ampia sezione autonoma e parallela della festa del Cinema.

Prendiamo ad esempio Sonia. Il suo vero nome è Zhou Fenxia ma tutti la chiamano così per via del nome del suo popolare ristorante nel centro di Roma. Sonia vive in Italia da venticinque anni, grazie al tipico ricongiungimento familiare con il marito che lavorava in Italia. Dopo aver lavorato in un piccolo ristorante, Sonia è riuscita ad aprire un locale più grande. Ama il suo lavoro, non sente la stanchezza. Il ristorante è la sua creatura e fa di tutto perché vada tutto secondo i piani.

Alle pareti del ristorante, una sequela infinita di foto di Sonia, sempre elegantissima. Con i clienti illustri, da Pietro Grasso a Nanni Moretti, da Renzo Arbore a Elio Germano. Non può mancare l’immagine di Mao Zedong. Non è stato facile convincere Sonia a fa parte del progetto. Tra impegni e problemi personali, questa donna forte, però, è riuscita anche in questo.

Non considera l’idea di tornare, un giorno, a vivere in Cina. «E perché? Sono una cinese ma mi sento romana. Lì vado a trovare amici e parenti, in vacanza. Ma qui mi sento più a mio agio. Come dice l’antico detto cinese: “Tutte le strade portano a Roma”». Pensavamo fosse un detto nostrano. «Noi lo intendiamo come apertura: grandi strade senza barriere».

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