“Stregoni”, l’immigrazione si racconta grazie alla musica

Stregoni è un progetto di Johnny Mox ed Above The Tree. Al secolo rispettivamente, Gianluca Taraborelli e Marco Bernacchia. E’ un viaggio sulle rotte dei migranti attraverso la musica.  Racconta quello che accade non in mare, non ai confini, ma nelle nostre città. Dove ogni giorno sfioriamo migliaia di migranti di cui non sappiamo quasi nulla, così come poco sanno loro di noi.

Dalla musica salvata nello smartphone, cordone ombelicale nelle traversate verso l’Europa, a jam session live in salsa elettro-tribale. Vere e proprie esibizioni corali, non semplici concerti, tenuti nei centri immigrazione. Nei centri accoglienza, Gianluca e Marco chiedono agli immigrati di proporre una canzone contenuta nei loro cellulari. Poi ne prendono un frammento, lo mandano in loop e lo usano come base cui si aggiungono via via nuovi ingredienti. Il risultato è una canzone creata ex novo grazie ai contributi di tutti i partecipanti.

In 8 mesi questi due ragazzi hanno suonato con l’Africa intera. Oltre 800 persone provenienti da Mali, Sudan, Nigeria, Eritrea, Gambia, Senegal. Ma anche Iraq, Afghanistan e Pakistan. A far da collante tra mondi che spesso si guardano senza incontrarsi, interviene proprio la musica, il linguaggio universale per eccellenza. Fatto di note, ritmo e percussioni.

Un modo di conoscere chi arriva nel nostro Paese andando oltre gli stereotipi e ritratti macchiettistici.

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