The Mother ‘Hood – Mamma, le mamme! #SisterhoodUnite

Vi capita mai che altre mamme (o altri papà) esprimano giudizi sotto forma di consigli sulla vostra gravidanza o sul vostro modo di vivere la genitorialità, assolutamente NON richiesti?

Di sentirvi incapaci al cospetto di mamme ansiose di fare “terrorismo” o dirvi cosa fare, detentrici del presunto “modo giusto” di fare le cose, tutte le cose?

Alzi la mano chi si è sentito dire almeno una volta frasi come: Goditi la gravidanza, perché poi vedrai! Goditi questi primi anni, perché poi vedrai! Vedrai quando cammina! Ma ancora lo allatti? Ma così lo vizi!  

Se pensiamo a quante sono le scelte da fare quando si diventa genitori, ci accorgeremo poi che, sin da ancor prima della nascita, i diversi punti di vista finiscono frequentemente col trasformarsi in guerre feroci tra fazioni contrapposte (ai non genitori consiglio di fare un giro sul web per farsi un’idea di ciò che si scatena sui social network o sui blog su questi temi).

Si inizia con la guerra tra supporters dell’epidurale contro i  pro-parto naturale, poi c’è l’inferno che infiamma (spesso e volentieri) gli scambi tra i sostenitori dell’allattamento al seno contro quelli dell’artificiale e così via, tra pro pannolini usa e getta contro i pro ecologici, trai ciuccio sì e i ciuccio no, tra i pro-nanna nella culletta e ferventi sostenitori del coosleeping, guerra tra chi parteggia per lo svezzamento tradizionale contro il partito dell’autosvezzamento, ma anche tra marsupio oppure fascia contro carrozzina per non parlare del partito pro o contro i vaccini, a favore o contrario al rientro a lavoro della mamma e così guerreggiando per la scelta sul nido, del pediatra, anticipo a scuola sì oppure no… fino al  punto che qualcuno si è perfino spinto a parlare di “bullismo” tra neomamme.

Eppure non dovremmo essere tutte dalla stessa parte?

Non stiamo forse tutti cercando semplicemente di fare il nostro meglio?

E ognuna di queste battaglie non è forse una terribile semplificazione di una realtà che, vista da vicino, è sempre molto più complessa e contraddittoria, variabile nel tempo e piena di diverse sfumature?

Basta soffermarsi su ciascuna di queste scelte per comprendere che sono sempre condizionate da mille fattori (culturali, familiari, emotivi, economici, ecc.) non trasferibili da un contesto familiare all’altro (e soprattutto da un bambino all’altro).

Non dovremmo poi aver imparato che non esistono i genitori perfetti e che non esistono neppure metodi infallibili o manuali o ricette valide per tutti?

Non dovremmo sapere che ogni genitore e ogni bambino sono unici al mondo così come unica e irripetibile è anche la loro relazione e che lo stesso vale per le strategie di adattamento alla nuova vita insieme e al mondo circostante?

Questo non significa abolire o demonizzare il confronto, anzi. Significa però scegliere e promuovere un confronto sano e non giudicante, il rispetto dei punti di vista diversi dal nostro, la contaminazione (perché da tutti possiamo imparare!) e anche, quando serve, la capacità di rinviare alcune considerazioni importanti a veri esperti che, in qualche caso (prendiamo l’allattamento), sono fondamentali per poter dare reale supporto alle neo-mamme (avere insomma l’umiltà di capire che la nostra esperienza è semplicemente la nostra esperienza e che soprattutto non fa di noi dei tuttologi!).

Nel 2013 è uscito un divertente libro intitolato “Mamma, le mamme! Come difendersi dalle (altre) mamme di oggi”, una sorta di “manuale di sopravvivenza” per difendersi dalle altre mamme, raccontando un mondo variegato che rivela, in donne insospettabili (amiche, zie, sorelle, colleghe, conoscenti…), aspetti sadici, indiscreti, stressanti, sconfortanti, allarmistici, deprimenti…

L’autrice si chiama Valeria Prestisimone e scrive così: “Una donna quando partorisce, adotta un bambino o lo prende in affidamento diventa una mamma. In quanto tale, le persone cercheranno di incasellarla in una categoria, di darle un’etichetta. Ve ne accorgerete quando, improvvisamente, vi sentirete assediate da mamme dal figlio perfetto, mamme vedrai, mamme so tutto io, mamme insicure, mamme no, mamme in agguato, mamme libere, mamme in carriera, mamme iperattive. Voi, che solo fino a qualche mese prima avevate la vostra sana e forte identità costruita negli anni, con le delusioni, le sicurezze, le vittorie, le amarezze, vi sentirete il terreno scivolarvi da sotto i piedi. Tenete duro. Viva i confronti, sempre e comunque, ma la personalità di una donna che ha appena sfornato il suo primo bebè è assai fragile, c’è un equilibrio da ripristinare. È difficile, ma con la calma e la fiducia se ne esce più forti di prima”.

Il video che vi proponiamo parla proprio di questo tema e in due settimane ha fatto 5 milioni e mezzo di visualizzazioni. E’ stato prodotto da Similac, un brand USA di prodotti alimentari per l’infanzia, ed è una parodia, ma anche una bellissima metafora, di certi atteggiamenti ricorrenti tra mamme (ma anche fra papà!).

La scena si svolge al parco giochi dove è in corso un acceso confronto acceso tra mamme e papà sulle diverse decisioni da prendere per i propri bambini. Sarà un breve momento di pericolo a ricordare che in fondo le controversie non contano se tutti sono uniti da una stessa fondamentale motivazione: l’amore per i loro figli…

La campagna lanciata col video si chiama #SisterhoodUnite mira a “incoraggiare i genitori a solidarizzare e a concentrarsi su obiettivi condivisi, non sulle differenze”.

E’ un invito alla sorellanza.

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