Uomini violenti: una buona notizia e un buon esempio

Quella che vi stiamo per raccontare non è solo una buona notizia. E’ anche un buon esempio di come la sinergia tra associazionismo e istituzioni, grazie anche al sostegno di Cesvot, possa produrre un servizio innovativo e offrire una risposta a questioni di grande attualità.

Stiamo parlando della recente convenzione firmata dall’Asl fiorentina e il Cam, Centro di ascolto uomini maltrattanti, grazie alla quale verrà strutturato un vero e proprio servizio di accoglienza e sostegno per uomini che non sanno gestire la rabbia e che arrivano addirittura a maltrattare la propria partner e i figli. Sappiamo infatti quanto sia preoccupante il fenomeno della violenza domestica: nel nostro Paese ben il69,7% degli stupri denunciati sono consumati tra le mura di casa e ogni 3 giorni una donna viene uccisa dal fidanzato o dal marito. Ecco perchè offrire un servizio pubblico che punta alla radice del problema, ovvero gli uomini maltrattanti, rappresenta una grande novità, soprattutto se questo servizio nasce da un’importante esperienza associativa e dall’alleanza tra vari soggetti del territorio. A Firenze, infatti, opera fin dal 2009 il Centro di ascolto uomini maltrattanti.

Nato da un progetto promosso dall’associazione Artemisia (uno dei centri antiviolenza più ‘antichi’ d’Italia) e dalla collaborazione con l’Azienda sanitaria e il Comune di Firenze. Il progetto, che ha ricevuto il finanziamento di Cesvot con il bando “Percorsi di Innovazione” , è poi diventato un vero e proprio centro e oggi un servizio socio-sanitario che, grazie alla convenzione, può contare su 47mila euro l’anno.

Dal 2009 al 2013 il Centro ha accolto oltre 400 uomini, di cui 180 hanno dichiarato di aver usato violenza contro la propria partner e di voler trovare il modo per controllare le proprie reazioni. La convenzione tra Asl Firenze e Cam assicurerà attività clinica e terapeutica sugli uomini maltrattanti, nonché un servizio di prima accoglienza tanto per loro quanto per le partner. E’ prevista anche un’attività di formazione degli operatori Asl. Gli uomini potranno recarsi al Centro di propria inziativa oppure spinti dai familiari o ancora inviati dai servizi territoriali o dalla magistratura. Il percorso di accoglienza prevede colloqui individuali e gruppi terapeutici e, naturalmente, l’anonimato.

FONTE: Redazione CESVOT

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