“Visioni di Periferia” Il quartiere San Paolo (Bari) tra cinema sociale, cultura e integrazione

Il progetto, incentrato sul sociale, è promosso dal Centro Multimediale Karol della Fondazione Giovanni Paolo II. In programma una rassegna con otto titoli d’autore su temi sociali e di integrazione culturale, laboratori di didattica dell’immagine, spettacoli e workshop di Circo sociale, un Festival delle periferie.

Domani la seconda proiezione, Mustang, di Deniz Gamze Erguven.

Il 20 ottobre in sala Edoardo Winspeare, che incontrerà anche gli operatori del sociale. Gli appuntamenti, gratuiti e aperti a tutti, finiranno a dicembre

 

BARI, settembre 2017 – Una periferia, il quartiere San Paolo di Bari, che scandaglia il mondo delle periferie, locali e no. In chiave sociale, culturale, d’integrazione. Usando vari strumenti. A cominciare da una rassegna con otto titoli d’autore, declinando temi come valorizzazione delle differenze, legalità, cittadinanza attiva, rapporto genitori-figli, integrazione.

E poi laboratori di didattica dell’immagine, e spettacoli e workshop di Circo sociale. Ma anche – a ottobre – un Festival delle periferie.

Sono gli ingredienti di Visioni di Periferia, progetto promosso dal Centro Multimediale Karol della Fondazione Giovanni Paolo II onlus, finananziato con fondi Siae e Mibact nell’ambito del bando Periferie Urbane – programma “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”, e patrocinato dagli assessorati al Welfare e alla Cultura del Comune di Bari.

Il progetto e i suoi appuntamenti, sempre gratuiti e aperti a tutti, sono stati presentati nei giorni scorsi  a Palazzo di Città.

A inquadrare l’iniziativa, gli assessori comunali alla Cultura, Silvio Maselli, e al Welfare, Francesca Bottalico, uniti nel sottolineare come il progetto riporti al centro del dibattito le energie e le risorse delle aree più periferiche della città. Per la coordinatrice del progetto Stefania Monopoli: “Visioni di periferia è educazione alla bellezza. E’ il nostro essere visionari: chi partendo dalla realtà sogna costruttivamente, semplificando la complessità. La realtà è quella di periferie urbane e sociali sempre più diffuse e problematiche; la visione è accorciare le distanze attraverso lo stimolo di collanti sociali forti quali la fiducia e il senso di appartenenza; il mezzo, sono le azioni del progetto”, subito spiegate. Non prima di aver evidenziato l’epicentro, cioè il Centro Multimediale Karol della Fondazione, che per i suoi 140 posti, la ricca dotazione tecnica e i servizi è uno spazio polifunzionale di eccellenza aperto al territorio per proiezioni, conferenze, spettacoli ed eventi.

 

Venendo ai dettagli, qui si svolge la rassegna cinematografica (proiezioni sempre alle ore 18, tranne il 20 ottobre): “La ‘visione periferica’ che si offre –  sottolinea il direttore artistico, Angelo Ceglie – diversifica lo sguardo, coinvolgendo aree geografiche lontane e lavorando su linguaggi differenti, in un gioco di prospettive volutamente falsato, con film che pensano il cinema muovendosi sul labile confine tra finzione e documento, considerando opere non facilmente incasellabili nelle gabbie del genere ma che maneggiano il reale con sensibilità e attenzione, per rimodellarlo poi in vibrante materia filmica”.

Questi i titoli: dopo il film inaugurale Io sto con la sposa, di Gabriele Del Grande

il 28 settembre – secondo appuntamento con Mustang, di Deniz Gamze Erguven;

il 5 ottobre La gabbia dorata, di Diego Quemeda Diez;

il 12 ottobre Dheepan, una nuova vita, di Jacques Audiard.

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