Ai Weiwei chiude la sua mostra per protesta contro la legge danese di confisca beni ai rifugiati

Dopo aver aperto uno studio sull’isola greca di Lesbos con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione dei rifugiati attraverso l’arte, l’artista cinese Ai Weiwei ha deciso di chiudere la sua mostra “Ruptures” in Danimarca, in segno di protesta per la decisione di Copenaghen di confiscare beni di valore ai richiedenti asilo per la loro permanenza nel Paese.

Il primo annuncio su Instagram poi le conferme ufficiali.

In base al provvedimento approvato il 25 gennaio dal Parlamento, la polizia danese potrà confiscare ai rifugiati beni dal valore superiore alle 10mila corone, pari a 1340 euro, così da coprire le spese di vitto e alloggio. Con le nuove misure è previsto anche l’allungamento dei tempi del ricongiungimento familiare, e Ai ha espresso la sua contrarietà anche per questo.
L’esposizione era stata aperta nel marzo del 2015 e avrebbe dovuto chiudere il prossimo aprile. Il proprietario della galleria, Jens Faurschou, ha detto di sostenere la scelta dell’artista, esprimendo inoltre la propria delusione per la decisione del governo. “Dà un’immagine terribile della Danimarca e dei danesi”, ha detto Faurschou alla Bbc.

articolo tratto da: http://www.repubblica.it/

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