Borderline, le frontiere della pace

Una sfida quasi impossibile: mostrare l’invisibile, immaginare luoghi che esistono ma che non appaiono allo sguardo. E per chi pratica la fotografia non è cosa da poco. A volte sono corsi d’acqua, strisce di terra che corrono lungo i boschi. Una geografia della divisione tra Paesi. “Borderline, le frontiere della pace” è un progetto di Valerio Vincenzo, fotografo italiano nato nel 1973, che si sforza di mostrare i risultati di un cambiamento storico che ha avuto luogo nel corso degli ultimi decenni in Europa. Il progetto, a cui Valerio lavora da oltre 7 anni, è iniziato nel 2007 e ha permesso al fotografo di vincere il secondo premio al Canon Silver Camera nel 2016 in Olanda e il Prix Louise Weiss nel 2013. Dal momento della firma degli accordi di Schengen nel 1985, i confini della maggior parte del continente europeo sono stati cancellati a poco a poco dai paesaggi e dall’immaginazione della gente. “Con l’aiuto di un Gps e mappe dettagliate ho fatto molte escursioni lungo questi confini cancellati, con l’intenzione di catturare l’essenza di questi incroci ormai pacifici”, scrive Valerio sul suo sito. “Anche se queste foto sono state scattate a migliaia di chilometri di distanza le une dalle altre, tutte forniscono immagini che sono lontane dagli stereotipi che si tendono ad associare alla parola ‘confine'”

Articolo tratto da Repubblica.it del 21 marzo 2016

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