Il memorabile compleanno di un bambino autistico

Con l’arrivo dell’imminente ricorrenza che vede il 2 aprile celebrare la Giornata Mondiale dell’Autismo, ripropongo un episodio che recentemente ha fatto molto scalpore sia in negativo che in positivo.

Si tratta della storia del sesto compleanno del piccolo Glenn Buratti, un bambino americano autistico. Festeggiare il compleanno, specialmente per un bambino dovrebbe essere una giornata felice e magica e come ha raccontato la madre di Glenn, il piccolo era in trepidante attesa di iniziare i festeggiamenti con i suoi compagni di classe. Peccato che di questi non si sia presentato nessuno, spezzando il cuore a Glenn e a sua madre, la quale avvilita per il trattamento subito dal figlio, ha pubblicato un messaggio di sdegno sulla pagina Facebook dedicata alla città di Osceola:

“So che potrebbe sembrare una cosa stupida, ma ho il cuore spezzato per mio figlio. Abbiamo invitato tutta la classe per il suo sesto compleanno e nessun bambino è venuto“.

Fin qui tutto male diremmo, se non fosse che a seguito del post pubblicato su facebook qualcosa ha iniziato a muoversi con risultati inaspettati: le forze dell’ordine, tra cui l’Ufficio dello Sceriffo della Contea infatti, hanno immediatamente iniziato a far circolare la notizia.

Ne è derivato che gli agenti hanno sorvolato il giardino dove si sarebbe tenuta la festa con un elicottero ed hanno anche organizzato una raccolta fondi comprando svariati regali per il piccolo Glenn, con altri concittadini (estranei alla famiglia Buratti) che hanno partecipato alla festa insieme ai loro figli, portando anche loro regali per il festeggiato, tra cui una bici nuova regalata a Glenn da una donna.

E non è tutto perchè dopo qualche giorno gli impiegati dell’Ufficio dello Sceriffo sono tornati a trovare Glenn con un veicolo SWAT e delle moto della polizia e il dipartimento dei Vigili del Fuoco ha portato un’autopompa la cui vista ha fatto impazzire di gioia il bambino.

Insomma una storia che ha fatto riflettere da un lato per un vero e proprio atto di discriminazione nei confronti di un bambino autistico, ma che per fortuna si è conclusa con un lieto fine e con un atto di solidarietà che ha finalmente restituito il sorriso al piccolo Glenn nel giorno del suo compleanno e in quelli a seguire.

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