Echiseloscorda! Racconti di Servizio Civile

#echiseloscorda: dall’Università alla Rappresentanza, la storia di Antonella

Continua la nostra raccolta di storie di Servizio Civile per scoprire le esperienze dei giovani volontari, così diverse tra loro. Oggi riportiamo il nostro incontro con Antonella, che non è stata solo una volontaria in Servizio nel 2012, ma è anche rappresentante dei volontari per il sud Italia, ancora in carica.

Antonella ha 29 anni e ha svolto il Servizio Civile due anni fa all’Università degli Studi di Bari, ufficio stampa, con il progetto “ComunicaUniba” per migliorare la trasparenza delle attività dell’università nei confronti della comunità.

Volontaria, ma anche rappresentante. Che vuol dire?

Si. Volontaria e rappresentante: l’esperienza della rappresentanza ha completato il mio percorso formativo perché, oltre a svolgere un servizio per la collettività universitaria, sono a disposizione anche di tutti i volontari che sono in servizio in Italia e all’estero. Questa esperienza mi ha molto arricchito e completato umanamente.

Perché hai scelto il Servizio Civile?

Il Servizio Civile è un’esperienza che forma umanamente, mette a contatto con una collettività che diversamente non avresti incontrato, permette di conoscere persone nuove e persone belle a te affini, con gli stessi interessi. Si stringono legami belli e duraturi, non solo affettivi ma anche lavorativi e ti senti arricchito perché insegna come si sta in una organizzazione, in una società complessa come può essere una Onlus. Inoltre, la formazione avviene su tematiche attuali e questo ti rende più sveglio, interessato a quello che ti circonda e quindi consapevole. È una scuola di cittadinanza attiva.

Antonella

Che cos’è la rappresentanza e come ci sei arrivata?

Ho sempre avuto passione per la cittadinanza attiva impegnandomi in varie associazioni e in ambito politico, quindi quando sono stata convocata per l’assemblea nazionale è stato tutto molto casuale. Ho conosciuto ragazzi di tutt’Italia, abbiamo discusso di problematiche del Servizio Civile e ho deciso di provarci, perché anche questa è un’esperienza arricchente. Da qui è partito un percorso che dura da due anni con gli altri rappresentanti nazionali. Un percorso bellissimo perché sono entrata in contatto con le istituzioni nazionali, ministri, sottosegretari. Abbiamo avuto la possibilità di portare le nostre proposte sul Servizio civile e il terzo settore che sono ancora in discussione. Tramite la rappresentanza i volontari hanno la possibilità di incidere nel percorso legislativo del Paese. Questo penso sia il massimo strumento di cittadinanza attiva. La rappresentanza è uno strumento molto importante che fino ad oggi non è stato sfruttato al massimo, per questo vorrei che si parlasse di più e si facesse conoscere ai volontari l’esistenza di questa importante opportunità che, forse, si tende anche un po’ a nascondere, visto che il coinvolgimento di giovani alla vita pubblica, ad alcuni potrebbe dar fastidio.

Perché hai scelto un progetto universitario?

Tra tutti i progetti volevo proprio quello. L’università è il posto in cui ho studiato, mi sono laureata e a cui sono rimasta legata affettivamente. Inoltre, il progetto era legato anche al mio percorso professionale e l’idea di collaborare in un ente pubblico culturale come l’università mi piaceva tanto e mi ha definitivamente convinto.

Come si svolgeva una tua giornata tipo?

Ero di supporto all’ufficio stampa quindi mi occupavo di rassegna stampa, organizzazione di conferenze, eventi di divulgazione, stesura di comunicati. Mi sentivo parte integrante dell’università e delle attività dell’ufficio.

Antonella Camera

L’approccio al Servizio Civile è molto diverso: per alcuni volontari è davvero un esperienza di cittadinanza attiva, per altri solo un modo di entrare nel mondo del lavoro? Cosa ne pensi?

Il Servizio Civile non è un lavoro. Abbiamo un status che a volte può creare ambiguità perché siamo volontari, non lavoratori, ma abbiamo un rimborso spese. In realtà io non ci vedo nulla di male nel pensare che possa essere un trampolino di lancio nel mondo del lavoro, anche perché molti volontari sono rimasti a lavorare nell’ente di appartenenza. È molto frequente apprendere competenze assolutamente spendibili nel mondo del lavoro. Non condivido che il Servizio sia considerato un tappabuchi in attesa di lavoro o solo un metodo per guadagnare.

Cosa succede dopo il Servizio Civile? Hai mantenuto i contatti con il tuo ente?

Contatti lavorativi no. Ma contatti personali moltissimi.

Chi dovrebbe fare il Servizio Civile, secondo te?

Tutti: è un’esperienza che rende consapevoli di se stessi, mette a contatto con un mondo nuovo e fa scoprire dei lati di se stessi che non si conosceva.

Servizio Civile, un’ occasione per…

Arricchire la collettività con le proprie competenze per sentirsi parte attiva della cittadinanza.

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