Echiseloscorda! Racconti di Servizio Civile

#echiseloscorda: il Servizio Civile apre agli stranieri

Lo scorso 23 aprile si è chiuso il bando per il Servizio Civile Nazionale. Un testo diverso dai precedenti perché tra i requisiti che i circa 30 mila giovani tra i 18 e 28 anni devono avere, non c’è più la sola cittadinanza italiana. Nel senso che possono presentare domanda anche i cittadini dell’Unione europea, i familiari dei cittadini europei che non abbiano la cittadinanza di uno Stato membro ma ovviamente il permesso di soggiorno anche temporaneo, i titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, quelli per questioni di asilo politico e i beneficiari di permesso per protezione sussidiaria.

Un primo passo per affiancare giovani italiani ai loro coetanei provenienti da Paesi diversi. La svolta è arrivata lo scorso 25 giugno con una sentenza della Corte Costituzionale che ha dato ragione ai numerosi ricorsi da parte di giovani discriminati dai precedenti bandi.

Sc_stranieriSecondo la Consulta il fatto che il Servizio Civile sia finalizzato alla difesa della Patria, non  comporta la riserva in favore dei soli cittadini perché la difesa deve essere intesa nel senso più ampio di cooperazione alla crescita della società. Infatti il sottosegretario al Lavoro On. Luigi Bobba ha espresso la sua soddisfazione: “La Corte Costituzionale ha chiarito che il dovere di difesa della Patria non si risolve soltanto in attività finalizzate a contrastare o prevenire un’aggressione esterna, ma può comprendere anche attività di impegno sociale non armato. Accanto alla difesa militare, che è solo una delle forme di difesa della Patria, può dunque ben collocarsi un’altra forma di difesa, che si traduce nella prestazione di servizi rientranti nella solidarietà e nella cooperazione a livello nazionale ed internazionale”.

Un cambiamento nella definizione di “difesa della Patria” che viene accolto favorevolmente anche dai volontari e dai loro rappresentanti, benchè non costituisca effettivamente la soluzione a un problema ben più articolato che è quello della riforma della legge di cittadinanza.

Effettivamente il dibattito sullo ius soli appare finito nel dimenticatoio dopo settimane di infiammate e sterili polemiche. Proprio su questo argomento si sono espressi i Rappresentanti dei Volontari di Servizio Civile: “La riforma sulla legge di cittadinanza, costituirebbe la vera riforma di civiltà. Che senso ha illudere questi ragazzi, che nell’anno di Servizio Civile sentiranno ogni giorno parlare di difesa non armata e non violenta della Patria, penseranno di svolgere questa difesa e non potranno, per esempio, entrare nell’urna per quella Patria e scegliere i propri rappresentanti”.

Ai partecipanti la scelta: lavoreranno per un anno in ambiti diversissimi, dalla cultura all’assistenza sociale, riceveranno un assegno mensile di 433,88 euro e, se lo desiderano, potranno sentirsi un po’ più italiani. 

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