Gianni Rodari o dell’importanza della fantasia

Esattamente novantacinque anni fa, il 23 ottobre del 1920, ad Omegna, nasceva colui che tutti conosciamo come l’autore di “Favole al Telefono” e “Grammatica della Fantasia”, ma Gianni Rodari, uomo riservato ma dotato di grande sensibilità e curiosità, è stato un intellettuale e un artista assai più ricco e complesso di quanto comunemente si creda.

Rodari infatti, oltre ad essere scrittore e poeta per bambini è stato maestro elementare, giornalista  dell’“Unità” e di “Paese Sera”, fu direttore del “Pioniere” e del “Giornale dei Genitori”, è stato pedagogo e politicamente attivo, è stata una figura poliedrica che anche attraverso versi e filastrocche ha richiamato l’attenzione a temi sociali di grande importanza.

Girerà le scuole d’Italia per avere un confronto con gli insegnanti e poter comunicare direttamente con i suoi piccoli lettori, ed è proprio in una scuola di Roma, nella borgata del Trullo, nei primi anni ’60 che Rodari, in una quinta elementare, poiché conosceva la maestra con cui collaborava nella Movimento di Cooperazione Educativa, fa nascere, aiutato dai piccoli alunni, la famosa storia della “Torta in Cielo”. Rodari sapeva far divertire i più piccoli, riusciva a tirar fuori la fantasia anche ai più pigri, era lui che andava incontro a loro diventando poi contagioso e innescando processi continui di invenzione. Ci ha lasciato un messaggio importantissimo, con la dissacrazione dei luoghi comuni e lo stravolgimento del linguaggio ci aiuta a liberarci dal conformismo e dai pregiudizi a oltrepassare gli schemi. I suoi continui esperimenti linguistici, il riportare tutto ad una forma semplice, chiara, sincera anche nei discorsi più impegnati, smuove il lettore a pensare, a provare ad agire, anche solo a dargli la possibilità di immaginare e le immagini si sa, sono portatrici sane di nuove formule e pensieri, innescano una creatività conoscitiva. Il bambino matura anche attraverso le immagini che ha nel quotidiano, Rodari crea storie senza “bamboleggiare” cercando di far crescere con un uso moderno delle parole, fatto di tutto ciò che fa parte del mondo che viviamo. Le favole possono contribuire ad educare la mente “è un modo per entrare nella realtà, anzi che attraverso la porta dal tetto, dalla finestra”.

Cosa direbbe oggi Rodari della Buona Scuola di Renzi non posso saperlo esattamente ma non mi è difficile intuirlo anche in base alle testimonianze che ci ha lasciato. Lui che sempre ha desiderato e ha lavorato insieme ai colleghi per una scuola laica e solidale, dove gli studenti devono essere i protagonisti della riforma della scuola. Ed è proprio sulla comune idea di scuola che ha lavorato, sul ruolo che la scuola deve avere nella società, sull’idea che le riunioni devono tendere, con preferenza, per l’assemblea perché questa offre la più ampia partecipazione. Al centro della scuola Rodari ha messo sempre il bambino, proponendo una società nuova amica dell’infanzia. Direbbe che è coscienza di ognuno di noi, di ogni singola persona, fare in modo che questo avvenga sempre.

 

Per una lettura integrale di questo articolo di Ilaria Capanna su Left.it:

http://www.left.it/2015/10/23/gianni-rodari-o-dellimportanza-della-fantasia/

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