17 novembre: giornata internazionale del bambino prematuro

Il 17 novembre si celebra la Giornata internazionale del bambino prematuro, un’occasione per ricordare le difficoltà dei neonati pretermine e i problemi che possono indurre in una donna il parto prima della scadenza naturale del tempo di gestazione. 

L’argomento è all’ordine del giorno. Ci sono casi in cui i costi di un parto prima del tempo possono essere esorbitanti e oltre i problemi economici, ce ne sono altri che riguardano la salute della mamma e del bambino. In questa giornata internazionale dedicata ai bambini prematuri, si cerca si sensibilizzare le donne rispetto ai parti pretermine che incutono sempre molto timore.

Nel mondo 1 bambino su 10 nasce prematuro e se volessimo essere più puntuali rispetto al nostro territorio dovremmo dire che in Europa il 6-7% delle nascite avviene prima del termine anche se poi la sopravvivenza dei bambini è migliorata tantissimo. In Italia poi nascono 13 bambini prematuri ogni giorno e la Sardegna è la regione dove avvengono più parti pretermine mentre Marche e Molise sono le regioni in cui le donne arrivano quasi tutte al termine regolare della gravidanza.

Per definizione si ritiene prematuro un bambino nato prima della 37esima settimana con un peso inferiore a 2 chili e mezzo.

Tra le cause di un parto prematuro bisogna inserire gli stili di vita delle mamme, la patologia della gravidanza (ipertensione, patologie alimentari, infezioni), l’aumento dell’età media delle gestanti e l’aumento delle gravidanze medicalmente assistite.

Si può fare qualcosa per la prevenzione? Visto che si parla di stili di vita e maternità assistita, nonché dell’età delle gestanti, la risposta è senz’altro positiva. Anzi, studi recentissimi dicono che trattare le donne incinte ad alto rischio semplicemente con il progesterone, ridurrebbe il tasso di parti prematuri del 45% e aiuterebbe a prevenire le complicanze respiratorie nei bambini.

I problemi respiratori sono soltanto una parte dei problemi dei bambini nati prematuri. C’è chi mette in relazione il parto pretermine anche con l’apprendimento scolastico, benché moltissimi geni, come Isaac Newton, Albert Einstein e anche Stevie Wonder nella musica, siano bambini prematuri.

Nel nostro Paese una parte dei problemi dei parti pretermine è dovuta alla disparità delle cure tra Regione e Regione e tra città e città. Non tutti i bambini nati prematuramente ottengono la stessa assistenza. Anche per questo motivo qualche anno fa è stata sottoscritta la Carta dei diritti del bambino prematuro che spiega come il neonato abbia diritto di:

1. essere considerato una persona,
2. nascere in un ambito assistenziale sicuro e confortevole,
3. avere un trattamento adeguato al proprio stato di salute,
4. ricevere terapie contro il dolore,
5. ricevere cure compassionevoli in fase terminale,
6. avere un contatto immediato con i propri genitori,
7. usufruire dei benefici del latte materno,
8. essere certo che i genitori vengano informati correttamente e sostenuti nell’acquisizione di particolari competenze,
9. ricevere continuità delle cure anche dopo le dimissioni,
10. avere accesso a cure riabilitative in caso di disabilità e ricevere beneficio dalla collaborazione tra istituti, enti e terzo settore per la sua assistenza.

 

Articolo di Alba D’Alberto tratto da http://www.letteraf.com/

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